Mancini: “Vialli l’amico di una vita intera, Maradona il numero uno. Balotelli ha fatto di tutto…”

L'ex ct della Nazionale italiana: "Se c'è l'idea di tornare alla Samp? Per quello che avrebbe voluto fare Luca sì"

"Credo che vincere non sia mai semplice, anche se hai la possibilità di allenare squadre di un certo livello, e che tutte le vittorie siano importanti. Ma certamente la vittoria di un europeo è qualcosa di straordinario, metto quella vittoria sopra a tutte le altre". Così Roberto Mancini, intervenuto a Parma al Festival della Serie A, parlando della vittoria della sua Italia agli Europei 2020, disputati nel 2021 a causa della pandemia. Ricordando la sua esperienza alla guida della Nazionale italiana, Mancini ha sottolineato: "Sono stati quattro anni in cui non abbiamo mai perso, 37 partite di cui 30 vittorie e 7 pareggi. È un record nella storia del calcio, meglio del Brasile di Pelè e dell'Argentina di Maradona. Quella era una squadra che faceva cose straordinarie, giocava benissimo, giocava a calcio, non partiva mai per difendere ma sempre per attaccare. Sono stati bravissimi i giocatori, che hanno creduto subito di voler fare qualcosa di diverso, di non voler essere una squadra che aspettava. Era una squadra che voleva giocare e l'ha fatto, sono stati bravi i ragazzi a crederci dal primo giorno".

Mancini e l'idea di tornare alla Samp

Mancini ha poi ricordato i discorsi di Gianluca Vialli alla squadra: "Erano emozionanti, quando Luca parlava a loro i ragazzi erano concentratissimi. Il discorso che fece prima di partire per Wembley per la finale fu veramente incredibile. Luca è stato molto importante per tutti i giocatori e l'ambiente". "Se c'è l'idea di tornare alla Samp? Per quello che avrebbe voluto fare Luca sì, ci sarebbe questa idea. Non so se sarà una cosa percorribile, se sarà una cosa possibile, però sì, potrebbe" ha detto Mancini rispondendo a una domanda sul sogno espresso da Gianluca Vialli di diventare presidente della Sampdoria e se ci fosse, da parte sua, l'idea di tornare a Genova sponda blucerchiata. 

Balotelli, Maradona ed Eriksson

"Balotelli è stato un grande calciatore. Sicuramente ha fatto di tutto per autosabotarsi, perché avrebbe potuto fare molto di più per le qualità che aveva. Lui è anche un bravo ragazzo, una persona per bene. Non tutti lo conoscono, e da fuori si danno anche giudizi non reali. Sicuramente è un personaggio", ha spiegato su Mario Balotelli, recentemente citato anche dal sindaco di New York Zohran Mamdani. Poi, su Maradona: "Per me è stato il numero 1, ma non possiamo di certo trattare Messi come una figurina. E credo che al Mondiale possa ancora dire la sua". Su Eirksson: "Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po' rosse, ma era sempre gentile con tutti. Allenatori di oggi? Chi vince è il migliore, e quasi sempre è quello che gioca meglio. Mi sembra che il PSG, giocando come sta facendo, sia la migliore squadra degli ultimi anni. E Luis Enrique è sicuramente un allenatore strardinario".

"Con Vialli eravamo come fratelli"

Infine, il rapporto speciale con Vialli: "Ho perso un amico di tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini e abbiamo passato insieme tutta la gioventù. Abbiamo vinto e costruito tanto alla Sampdoria, ma lui oltre a questo era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili e se hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade. Perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli". Sull'abbraccio dopo la vittoria all'Europeo ha poi detto: "Eravamo a Wmbley, 30 anni dopo la sconfitta con la Samp. Essere lì e sapere cosa siamo riusciti a fare, consci di ciò che sarebbe potuto accadere dopo... In quell'abbraccio lì c'è stato tutto".

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