Un nuovo vertice per gli arbitri italiani. Non il presidente Aia: il ruolo resta vacante, anche se nei giorni scorsi è stata avviata la prima fase della complessa procedura per eleggere il successore del decaduto Antonio Zappi. La Federcalcio aveva valutato il commissariamento, stoppato dal Collegio di Garanzia Coni, che l’ha ritenuto fuori dal perimetro di quel che può fare Gabriele Gravina, presidente federale dimissionario. Beghe per il futuro numero uno della Figc, blindata grazie a quel parere da eventuali commissariamenti se poi Giovanni Malagò dovesse essere ineleggibile (improbabile). Nel frattempo, il Comitato Nazionale Aia, guidato dal vicepresidente vicario Francesco Massini, individua Domenico Messina come direttore tecnico. Le parole pesano: Messina potrà essere nominato - tecnicamente su proposta del presidente Aia, ma tant’è - e potrà firmare il contratto dal 1° luglio. Pare una sorta di ramoscello d’ulivo dell’Aia dopo una stagione segnata da casi e inchieste, più o meno robuste: oltre all’altissimo profilo tecnico - ha già guidato la Can dal 2014 al 2017 -, Messina è considerato molto autorevole da vari punti di vista.
Nomine in programma a luglio
Per dirne un paio, accettò il premio Franchi solo dopo aver visto chiarita la sua posizione in Calciopoli; nel 2023 valutò di candidarsi a presidente, salvo rinunciarvi per l’eccessiva politicizzazione dell’Aia. Tanto autorevole che, in caso di commissariamento, sarebbe stato un nome molto quotato in ambienti federali. Come altri ex arbitri di alto livello, e la cosa dovrebbe far riflettere, ha poi lavorato all’estero, prima a Cipro e poi in Serbia. Ora può rientrare dalla porta principale: in base al nuovo art. 10-bis del regolamento Aia, introdotto a luglio 2025, il direttore tecnico propone i designatori, dalla Serie A in giù. Le nomine sono in programma a inizio luglio, e per succedere a Gianluca Rocchi (autosospeso dopo l’inchiesta milanese, di cui non si hanno più notizie e chissà se se ne avranno) il favorito - tra meriti suoi e assenza di sfidanti credibili, Rizzoli si tiene a debita distanza - è Daniele Orsato, dopo un anno di rodaggio in Serie C. Nelle tante faide interne alla categoria, anche l’ex fischietto di Schio è stato oggetto di un esposto: dopo Ascoli-Vis Pesaro di Serie C avrebbe chiamato l’arbitro, alla presenza dell’osservatore, potenzialmente influenzandone le valutazioni. Non pare una vicenda tale da precluderne il salto in alto, ma è una delle tante spade di Damocle che pendono sulla categoria.