L'inchiesta della Procura di Milano che coinvolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi si arricchisce di nuovi sviluppi. Oltre agli episodi già al centro delle indagini, emergono infatti ulteriori elementi raccolti attraverso intercettazioni riattivate meno di tre mesi fa. Il quadro investigativo si amplia sia per il numero delle partite finite sotto osservazione sia per la ricostruzione del presunto sistema di rapporti tra arbitri e dirigenti calcistici. Le novità riguardano anche la posizione dello stesso Rocchi, che nelle scorse settimane ha deciso di rispondere ai magistrati.
Le nuove intercettazioni ampliano il fronte dell'indagine
Rispetto al precedente invito a comparire notificato il 24 aprile, cambia il perimetro dell'inchiesta, come riportato dal Corriere della Sera. Se inizialmente le gare sotto la lente erano tre, tutte riferite alla stagione precedente, ora gli episodi contestati diventano quattro. Tra questi compare anche una partita del campionato in corso, disputata appena due mesi e mezzo fa. Si tratta di "Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui - ritiene di descrivere la Procura - Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito".
Contestualmente viene modificata anche la formulazione dell'accusa relativa alla presunta frode sportiva, che descrive un presunto accordo tra Rocchi ed esponenti dell'Inter. Secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero agito sfruttando rapporti privilegiati con Gabriele Gravina, allora presidente della FIGC. Al momento, però, né Gravina né dirigenti del club nerazzurro risultano iscritti nel registro degli indagati.