L'interrogatorio di Rocchi e il ruolo delle intercettazioni
Un altro elemento di rilievo riguarda la scelta di Rocchi di presentarsi davanti ai magistrati per essere interrogato. Diversamente da quanto avvenuto il 30 aprile, quando aveva esercitato la facoltà di non rispondere, nei giorni scorsi il designatore arbitrale ha deciso di fornire la propria versione dei fatti nel corso di un interrogatorio svolto in forma riservata. Con lui erano presenti gli avvocati Antonio D'Avirro e Antonio Bana, mentre per la Procura hanno partecipato il pubblico ministero Maurizio Ascione e il procuratore aggiunto Paolo Ielo. Dalla ricostruzione emerge inoltre che, dopo il mancato rinnovo delle intercettazioni disposto nell'estate del 2025, un nuovo segmento di ascolti sarebbe stato autorizzato dalla giudice Giulia Marozzi nella primavera del 2026. Proprio da queste attività investigative sarebbero emersi nuovi elementi ritenuti utili dagli inquirenti.
Le conversazioni avrebbero riguardato il periodo immediatamente successivo all'autosospensione di Rocchi dal ruolo di designatore arbitrale. In particolare, sarebbe stato captato un colloquio nel quale un dirigente dell'AIA riferiva a Rocchi il forte malcontento dell'Inter per la scelta di affidare la direzione di Torino-Inter a Mariani. Rocchi, durante l'interrogatorio, avrebbe spiegato di aver difeso quella designazione, ribadendone la correttezza nonostante le contestazioni ricevute.