Terremoto nel calcio, l'Europa contro Infantino: la Uefa annuncia il boicottaggio del Mondiale!

Comunicato ufficiale del massimo organismo europeo: tutte le 55 federazioni aderiscono alla protesta contro la vendita dei diritti orchestrata dalla Fifa

"La UEFA e le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all'unanimità e senza riserve la proposta della FIFA di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni FIFA a investitori privati", inizia così la lunga nota del massimo organismo del calcio europeo. La decisione di Infantino di 'privatizzare' la Coppa del Mondo non è piaciuta al presidente Ceferin che nel giro di pochi giorni ha riunito tutte le federazione del vecchio Continente per boicottare ufficialmente i Mondiali: "A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale UEFA parteciperà ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata".

"La Coppa del Mondo non è in vendita"

Nella nota si legge: "La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita". E poi ancora: "È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all'approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro che sono incaricati di gestire questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della FIFA in quanto custode del calcio mondiale". Un vero e proprio terremoto pronto a travolgere il numero 1 del calcio Mondiale che già aveva ricevuto critiche per la gestione dell'ultima edizione della Coppa del Mondo. Uno strappo che il massimo organismo internazionale pagherebbe a caro prezzo visto che il 70% degli introiti Fifa arriva dalla Uefa: "Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare la conquista irreversibile delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una "decisione democratica", bensì un governo basato sull'intimidazione, un atto di coercizione indegno di un'istituzione a cui è affidata la gestione del calcio mondiale".

"Il calcio non può ipotecare il proprio futuro"

La Uefa prende una posizione netta e nel comunicato dichiara: "Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni FIFA, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che è meglio per gli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario".

"La posizione dell'Europa è chiara - termina il comunicato - Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l'autorità morale per vendere ciò che è semplicemente custodito per la generazione successiva. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale UEFA parteciperà ad alcuna competizione FIFA finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la UEFA e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni vengono giudicate non da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò a cui si rifiutano di cedere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. E apparterrà sempre a esso. E finché l'Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita".

La Concacaf si allinea all'Uefa: respinto il piano della Fifa

La Concacaf, la confederazione calcistica che riunisce 41 federazioni del Nord America, dell'America Centrale e dei Caraibi, ha respinto il piano della Fifa di apertura agli investitori privati, allineandosi con la posizione contraria espressa poche ore fa dalla Uefa e dalle sue 55 federazioni. Le 41 federazioni si sono riunite sotto la presidenza di Victor Montagliani per discutere della proposta elaborata e presentata dal presidente Fifa per la creazione della società Fifa forward enterprise (Ffe) e durante l'incontro "i membri hanno espresso serie preoccupazioni per la mancanza di un giusto procedimento riguardo alla proposta, per la scadenza artificialmente breve imposta e per il fatto che nessun organo di governo competente della Fifa l'ha esaminata o approvata - si afferma in una nota della Concacaf -. Per questi motivi la Concacaf e le 41 federazioni aderenti hanno respinto all'unanimità la proposta, ribadendo che il futuro del calcio, e il suo bene più grande, deve rimanere nelle mani della nostra famiglia calcistica". Inoltre, i componenti della Concacaf presenti nel Consiglio Fifa sono stati invitati a coinvolgere la federazione internazionale per determinare come le ingenti riserve economiche possano essere utilizzate per incrementare i finanziamenti per lo sviluppo del calcio nella regione e a dare istruzioni a Infantino affinché ogni questione segua le corrette procedure di governance, in conformità con lo Statuto.

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