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Ronaldinho chiede i domiciliari, ma serve una maxi cauzione

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La prima proposta dei suoi legali da 800mila euro non è stata ritenuta sufficiente dal giudice Gustavo Amarilla: il nuovo rilancio è in fase di studio

Ronaldinho chiede i domiciliari, ma serve una maxi cauzione
lunedì 16 marzo 2020

ASUNCIÓN (Paraguay) - Ronaldinho non riesce ancora a uscire dal carcere di Asunción, in Paraguay. Arrestato la scorsa settimana insieme al fratello presso il Resort Yacht & Golf Club Paraguayo per detenzione di passaporti falsi (i numeri di matricola dei documenti facevano capo a due donne), l'ex calciatore ha affidato ai suoi legali il compito di farlo quanto meno uscire per scontare la pena ai domiciliari. Almeno per il momento, però, Dinho non sta ottenendo i risultati sperati, anche perché le autorità locali hanno il timore che una volta fuori i fratelli de Assis possano tentare la fuga.

Ronaldinho, 1,5 milioni di euro per ottenere domiciliari

Non solo, la prima proposta di cauzione da 800mila euro messa sul tavolo dagli avvocati del brasiliano è stata giudicata insufficiente dal giudice Gustavo Amarilla, che ha respinto la richiesta, motivandola con il fatto che quella cifra non fosse direttamente proporzionale con la capacità finanziaria dell'imputato. Per questo motivo i legali hanno alzato la posta, spingendosi fino a 1,5 milioni di euro. Per il momento non hanno ricevuto alcuna risposta: nel caso in cui dovesse arrivare e si rivelasse positiva, allora Ronaldinho e il fratello verrebbero trasferiti in un piccolo appartamento in Herrera Street, ad Asunción, dove sarebbero costantemente sorvegliati.

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