“Non so quanto mi resta da vivere, troppi farmaci nel calcio”: la denuncia shock dell’ex bomber

L'attaccante croato si racconta e spiega il calvario vissuto durante la carriera ma anche dopo l'addio al campo
“Non so quanto mi resta da vivere, troppi farmaci nel calcio”: la denuncia shock dell’ex bomber
© Getty Images

C’era una volta un attaccante capace di lasciare il segno nei campi di tutta Europa, un giocatore che trasformava ogni pallone in una possibilità di rete. Oggi, però, il nome di Ivan Klasnic non è più legato ai suoi gol, alle sue volate in area o ai suoi successi con la Croazia. È legato a ospedali, trapianti e un'incredibile lotta per la sopravvivenza. Da anni, l’ex calciatore combatte contro gravi problemi renali causati da cure mediche scorrette ricevute durante la sua carriera. E se oggi è ancora vivo, come lui stesso ha dichiarato, è “un miracolo”. Ma dietro questa sopravvivenza c’è un prezzo altissimo, che nemmeno un risarcimento milionario può davvero coprire.

Dalla Bundesliga al calvario ospedaliero

Ivan Klasnic, nato ad Amburgo da famiglia croata, ha avuto una carriera di alto livello. Ha vestito le maglie di St. Pauli, Werder Brema, Nantes, Mainz e Bolton, vincendo con il club tedesco il campionato, la Coppa di Germania e la Coppa di Lega. Ha rappresentato la Croazia nei Mondiali del 2006 e agli Europei del 2008, diventando uno dei primi calciatori a giocare in un grande torneo internazionale dopo un trapianto di rene. Tuttavia, dietro quei successi si celava un dramma silenzioso. L’uso prolungato di antidolorifici, somministrati per poter continuare a scendere in campo nonostante i dolori fisici, ha compromesso irrimediabilmente i suoi reni. “È difficile andare avanti senza antidolorifici se vuoi dare il meglio sul campo”, ha confessato Klasnic. “Non credo che si possa praticare uno sport professionistico senza usare farmaci antidolorifici. Ma se avessi saputo di avere problemi ai reni, non avrei preso quei medicinali”.

Il calvario di Klasnic

Durante i suoi anni al Werder Brema, dove ha collezionato 150 presenze tra il 2001 e il 2008 e vinto la Bundesliga nella stagione 2003-2004, Ivan Klasnic ha visto la sua carriera prendere una svolta drammatica. Nel novembre 2006 gli è stata diagnosticata una grave insufficienza renale che, pochi mesi dopo, nel gennaio 2007, lo ha costretto a sottoporsi a un primo trapianto. Tuttavia, l’intervento non ha avuto successo: il suo corpo ha rigettato l’organo dopo appena una settimana. È statonecessario un secondo trapianto, effettuato nel marzo dello stesso anno, con un rene donato dal padre. Nonostante questo, Klasnic è riuscito a rientrare in campo nel novembre 2007. Poco dopo, però, ha avvitato un’azione legale contro due medici del Werder, accusandoli di aver ignorato i segnali della sua malattia. Al termine della stagione, ha lasciato il club tedesco. Con la maglia della Croazia ha collezionato 41 presenze e 12 reti, partecipando anche a Euro 2008, dove ha segnato due gol.

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Dodici anni per ottenere giustizia

Il percorso verso la verità è stato lungo e doloroso. Dopo il ritiro anticipato dal calcio, Klasnic ha intrapreso una battaglia legale contro il Werder Brema, accusando il club e il suo staff medico di negligenza. I medici, infatti, avrebbero continuato a prescrivergli farmaci nonostante valori renali alterati già riscontrati nel 2003, senza intervenire adeguatamente. Il tribunale gli ha infine dato ragione: nel 2020 il Werder è stato condannato a versare 4,5 milioni di euro come risarcimento, più altri 100mila euro dovuti ai danni causati direttamente dai due medici coinvolti. Ma per Klasnic, quei soldi non bastano a colmare il vuoto lasciato dalla malattia. “Ovviamente sono furioso. Non vorrei che nessuno dovesse sopportare quello che ho passato io. Non importa quanti soldi ho ricevuto come risarcimento, non mi restituiranno la salute”.

Klasnic tra gratitudine e incertezza

Dopo aver subito ben tre trapianti di rene, la vita quotidiana di Klasnic è appesa a un equilibrio fragile. In un documentario trasmesso in Germania, l’ex attaccante ha raccontato la sua realtà fatta di controlli, limitazioni e dubbi sul futuro: “Devo essere grato di essere ancora vivo, ma non so quanto tempo mi resta”. Parole che colpiscono come un pugno allo stomaco e che fanno riflettere sull’oscuro lato del calcio professionistico, dove la pressione a giocare a ogni costo può avere conseguenze devastanti. La storia di Klasnic non è solo quella di un talento tradito dal destino, ma anche quella di un uomo che ha pagato con la salute le scelte di chi avrebbe dovuto proteggerlo.

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C’era una volta un attaccante capace di lasciare il segno nei campi di tutta Europa, un giocatore che trasformava ogni pallone in una possibilità di rete. Oggi, però, il nome di Ivan Klasnic non è più legato ai suoi gol, alle sue volate in area o ai suoi successi con la Croazia. È legato a ospedali, trapianti e un'incredibile lotta per la sopravvivenza. Da anni, l’ex calciatore combatte contro gravi problemi renali causati da cure mediche scorrette ricevute durante la sua carriera. E se oggi è ancora vivo, come lui stesso ha dichiarato, è “un miracolo”. Ma dietro questa sopravvivenza c’è un prezzo altissimo, che nemmeno un risarcimento milionario può davvero coprire.

Dalla Bundesliga al calvario ospedaliero

Ivan Klasnic, nato ad Amburgo da famiglia croata, ha avuto una carriera di alto livello. Ha vestito le maglie di St. Pauli, Werder Brema, Nantes, Mainz e Bolton, vincendo con il club tedesco il campionato, la Coppa di Germania e la Coppa di Lega. Ha rappresentato la Croazia nei Mondiali del 2006 e agli Europei del 2008, diventando uno dei primi calciatori a giocare in un grande torneo internazionale dopo un trapianto di rene. Tuttavia, dietro quei successi si celava un dramma silenzioso. L’uso prolungato di antidolorifici, somministrati per poter continuare a scendere in campo nonostante i dolori fisici, ha compromesso irrimediabilmente i suoi reni. “È difficile andare avanti senza antidolorifici se vuoi dare il meglio sul campo”, ha confessato Klasnic. “Non credo che si possa praticare uno sport professionistico senza usare farmaci antidolorifici. Ma se avessi saputo di avere problemi ai reni, non avrei preso quei medicinali”.

Il calvario di Klasnic

Durante i suoi anni al Werder Brema, dove ha collezionato 150 presenze tra il 2001 e il 2008 e vinto la Bundesliga nella stagione 2003-2004, Ivan Klasnic ha visto la sua carriera prendere una svolta drammatica. Nel novembre 2006 gli è stata diagnosticata una grave insufficienza renale che, pochi mesi dopo, nel gennaio 2007, lo ha costretto a sottoporsi a un primo trapianto. Tuttavia, l’intervento non ha avuto successo: il suo corpo ha rigettato l’organo dopo appena una settimana. È statonecessario un secondo trapianto, effettuato nel marzo dello stesso anno, con un rene donato dal padre. Nonostante questo, Klasnic è riuscito a rientrare in campo nel novembre 2007. Poco dopo, però, ha avvitato un’azione legale contro due medici del Werder, accusandoli di aver ignorato i segnali della sua malattia. Al termine della stagione, ha lasciato il club tedesco. Con la maglia della Croazia ha collezionato 41 presenze e 12 reti, partecipando anche a Euro 2008, dove ha segnato due gol.

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