Carlo Ancelotti è una leggenda vivente del nostro calcio. Il tecnico di Reggiolo ha allenato alcuni dei club più prestigiosi del mondo e oggi siede sulla panchina della nazionale brasiliana, con l'obiettivo di portare la Selecao alla conquista del sesto mondiale della propria storia. La vita professionale di Ancelotti ha conosciuto vari colori: dal bianconero di Torino, passando dal rossonero di Milano, fino a giungere al bianco di Madrid,suo ultimo club. L'oggi allenatore del Brasile ha ripercorso la sua carriera finora, tra ricordi e speranze per il futuro.
"Dopo il Real, non potevo che scegliere il Brasile"
Ancelotti ha terminato la sua esperienza come allenatore del Real Madrid la scorsa estate, lasciando con lo status di tecnico più titolato della storia dei Blancos. Da lì la scelta di una nuova sfida: quella di guidare una nazionale. "Non avevo programmato di andare in un altro club dopo il Real Madrid. L'opportunità con la nazionale brasiliana si è presentata due anni fa, e poi ho rinnovato con il Real Madrid, ma l'anno scorso abbiamo pensato che fosse il momento giusto per andarmene, e ora sono felice". Ancelotti ha messo poi a paragone la situazione al Real da quella che vive in Brasile: "Ora ho meno stress perché non ci sono molte partite; è più un lavoro di osservazione. Non c'è bisogno di preparare sessioni di allenamento ogni giorno; è un tipo di lavoro diverso, con molto più tempo a disposizione, ma è un lavoro interessante e bisogna osservare i giocatori... Il Brasile ha almeno 70 giocatori che potrebbero far parte della nazionale e valutarli tutti non è così semplice".