AAA Vendesi: Botafogo e Lione all’asta con un annuncio sul giornale. "Anche Elkann interessato"

Il Financial Times riporta l’inserzione della società di liquidazione Cork Gully e le cordate sull’affare: girano anche i nomi di Cardinale e Knaster

La crisi di governance e le tensioni finanziarie che attraversano il calcio globale trovano una nuova, clamorosa manifestazione: il Botafogo, il Lione e l’RWDM Brussels finiscono ufficialmente sul mercato, con un annuncio pubblicato sul Financial Times. Un passaggio che non riguarda solo la ristrutturazione di una holding in difficoltà, ma che accende immediatamente l’interesse di grandi investitori internazionali, tra cui anche John Elkann, figura di primo piano nel panorama calcistico europeo. Una vicenda che intreccia finanza, diritto e sport, e che potrebbe ridefinire gli equilibri proprietari su scala globale.

Un annuncio globale: Botafogo, Lione e Brussels sul mercato

La SAF del Botafogo è ufficialmente in vendita. L’annuncio è stato pubblicato martedì 14 sul Financial Times da Corky Gully, società britannica specializzata in ristrutturazioni finanziarie e oggi amministratore di Eagle Bidco. Nell’inserzione, il club carioca viene definito "uno dei club calcistici più storici del Brasile", a sottolinearne il valore simbolico oltre che economico. Ma il Botafogo non è l’unico asset coinvolto: nello stesso pacchetto figurano anche il Lione, storica realtà del calcio francese, e l’RWDM Brussels.

 

 

Si tratterebbe, dunque, di una cessione strutturata dell’intero perimetro principale della holding. L’intervento di Ares, principale creditore, è avvenuto attraverso una procedura prevista dalla legge inglese, con la nomina di amministratori indipendenti incaricati di stabilizzare la situazione e massimizzare il valore degli asset in vendita.

 

 

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Il caso Textor: tra uscita di scena e battaglia legale

Al centro della vicenda resta la figura di John Textor, ormai fuori dal consiglio di amministrazione di Eagle Bidco dopo le dimissioni ufficializzate il 24 febbraio. Secondo Ares, l’imprenditore americano avrebbe mostrato "una gestione costantemente inadeguata" e carenze sul piano della conformità normativa, elementi che hanno contribuito a generare instabilità, culminata anche nel divieto di trasferimento imposto dalla FIFA. Nonostante ciò, avrebbe ancora il controllo della SAF del Botafogo grazie a un’ingiunzione emessa dai tribunali di Rio de Janeiro. Parallelamente, sta tentando di immettere nuova liquidità per sostenere il club, ma si sta scontrando con ostacoli regolamentari: la federazione non ha infatti approvato il finanziamento promesso da 25 milioni di dollari. Lo stesso Textor ha commentato l’annuncio della cessione con toni distensivi: "Si tratta di una procedura di routine e di un requisito legale in qualsiasi amministrazione giudiziaria, poiché sanno che gli attuali azionisti e creditori presenteranno delle offerte. Pertanto, devono sollecitare proposte dal pubblico prima di concludere qualsiasi accordo internamente. Credo che questa sia una novità per chi vive in Brasile, ma in Inghilterra è prassi consolidata".

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Interesse internazionale: da Elkann ai grandi fondi

L’annuncio sul Financial Times ha immediatamente attirato l’attenzione di numerosi investitori. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, almeno sei gruppi avrebbero già manifestato interesse per il Botafogo e gli altri asset in vendita. Tra questi spiccano nomi di primo piano della finanza globale e dello sport business. Tra i potenziali acquirenti figurano Gerry Cardinale (RedBird Capital), Apollo Global Management, lo sceicco Moe Al Thani, Alexander Knaster, Edward Eisler e Iconic Sports di Jamie Dinan. Sullo sfondo, emerge anche il nome di John Elkann, già al vertice della Juventus, il cui interesse conferma la rilevanza strategica dell’operazione. Non mancano neppure attori brasiliani, come Juca Abdalla e ambienti vicini a Banco BTG Pactual, segno che il dossier Botafogo ha una doppia valenza: locale e globale. In particolare, la posizione di Knaster appare coerente con una strategia più ampia già intravista in altre operazioni calcistiche internazionali. Al momento non esiste ancora un acquirente designato, ma la presenza di così tanti soggetti qualificati lascia presagire una competizione serrata.

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La crisi di governance e le tensioni finanziarie che attraversano il calcio globale trovano una nuova, clamorosa manifestazione: il Botafogo, il Lione e l’RWDM Brussels finiscono ufficialmente sul mercato, con un annuncio pubblicato sul Financial Times. Un passaggio che non riguarda solo la ristrutturazione di una holding in difficoltà, ma che accende immediatamente l’interesse di grandi investitori internazionali, tra cui anche John Elkann, figura di primo piano nel panorama calcistico europeo. Una vicenda che intreccia finanza, diritto e sport, e che potrebbe ridefinire gli equilibri proprietari su scala globale.

Un annuncio globale: Botafogo, Lione e Brussels sul mercato

La SAF del Botafogo è ufficialmente in vendita. L’annuncio è stato pubblicato martedì 14 sul Financial Times da Corky Gully, società britannica specializzata in ristrutturazioni finanziarie e oggi amministratore di Eagle Bidco. Nell’inserzione, il club carioca viene definito "uno dei club calcistici più storici del Brasile", a sottolinearne il valore simbolico oltre che economico. Ma il Botafogo non è l’unico asset coinvolto: nello stesso pacchetto figurano anche il Lione, storica realtà del calcio francese, e l’RWDM Brussels.

 

 

Si tratterebbe, dunque, di una cessione strutturata dell’intero perimetro principale della holding. L’intervento di Ares, principale creditore, è avvenuto attraverso una procedura prevista dalla legge inglese, con la nomina di amministratori indipendenti incaricati di stabilizzare la situazione e massimizzare il valore degli asset in vendita.

 

 

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