
Dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana a un sogno che prende forma: la storia di Tahirys Dos Santos si snoda tra dolore e ripartenza. Tutto parte dall’incendio devastante scoppiato nel bar Le Constellation, una tragedia che ha provocato decine di vittime e oltre cento feriti, travolgendo anche il giovane calciatore, presente nel locale insieme alla fidanzata. Nel tentativo di aiutarla e metterla in salvo, il ragazzo è rimasto gravemente ustionato, riportando ferite su circa il 30% del corpo. Da lì sono iniziati mesi complicati: ospedale, cure e riabilitazione, un periodo lungo e difficile che ha inevitabilmente interrotto il suo percorso sportivo proprio mentre stava iniziando ad affacciarsi al calcio dei grandi. Eppure, passo dopo passo, Dos Santos è riuscito a rimettersi in piedi, tornando ad allenarsi e poi in campo con la squadra riserve appena due settimane fa, fino all’esordio dello scorso weekend che ha segnato simbolicamente il suo ritorno alla normalità. In questa fase della sua storia si inserisce anche la firma sul primo contratto da professionista con il Metz, il club in cui è cresciuto e che lo ha accompagnato fin da bambino, attraversando tutte le tappe del settore giovanile fino ad arrivare alla fascia da capitano della squadra B.
"Orgoglioso e felice"
Un traguardo personale che affonda le radici in un legame costruito nel tempo con l’ambiente e con la squadra: «Sono molto felice e orgoglioso di firmare il mio primo contratto da professionista con la squadra per cui ho sempre tifato fin da bambino». Quando prova a dare un significato più ampio a questo momento, insiste sul percorso che lo ha portato fin lì, fatto di continuità e rinunce quotidiane: «È il coronamento di tanti anni di duro lavoro, sacrifici e determinazione per realizzare il mio sogno d’infanzia». Un collegamento diretto tra ciò che ha vissuto in campo e i mesi più duri fuori, che oggi rilegge con maggiore consapevolezza: «Questo momento ha un significato ancora più speciale dopo i difficili mesi trascorsi in ospedale. Questa esperienza mi ha reso più forte e mi ha insegnato a non mollare mai». Da qui anche un pensiero rivolto a chi sta combattendo la sua stessa battaglia con un invito a non arrendersi rivolto ai tanti feriti di quella tragica serata: «Voglio mandare il mio sostegno a tutti coloro che stanno ancora lottando. Non perdete mai la speranza».
