L'evoluzione di Pogba
I problemi fisici hanno limitato un giocatore che ha fatto del dinamismo e dell'esplosività le sue armi principali, e Rami gli chiede: "E oggi hai la sensazione di doverti riadattare? Di dover cambiare il tuo gioco? Come tutti i grandi giocatori eh: Pirlo, Cristiano Ronaldo...Come ti senti? L'hai accettato?". "Certo. Ai tempi della Juve feci un'operazione al ginocchio prima della Coppa del Mondo. Lì avevo già capito che bisognava già raddrizzarsi. La tua testa vuole, ma il tuo corpo no. È più importante la tua testa del tuo corpo". Pogba ha poi dato molta importanza a come i giovani giocatori del Monaco si trovino ad allenarsi con lui e come questo lo motivi ad alzare sempre l'asticella: "Quando sono arrivato qui ho trovato Lamine Camara, Aladji Bamba, Zakaria. E ho pensato: 'Bene, se è una sfida per loro, è una sfida pure per me. Vogliono fare la loro carriera, è una competizione sana".
Perché il Monaco e il livello della Ligue 1
L'intervista poi si sposta all'interno del palazzetto del Monaco, e i due continuano la chiaccherata nella sala conferenze, molto apprezzata da Rami. "Adoro questa stanza. La amo perché devi fare una piccola stand-up. Tutto il mondo ti guarda. Perché il Monaco?". "Perché è stato il club più concreto. Mi hanno mostrato cosa volevano da me e cosa potevo dare io al club. E per me e per la mia famiglia era la scelta migliore", risponde l'ex Juve. A questo punto Rami gli chiede cosa pensi della Ligue 1, da molti considerata un campionato più abbordabile rispetto agli altri maggiori tornei europei, e Pogba risponde: "Chi dice che la Ligue 1 è facile non capisce niente. È un campionato forte dal punto di vista atletico, rapido, fisico, con giovani talentuosi e molta intensità. Non sono sorpreso, è molto difficile. Preferiscono chi soffre a chi è talentuoso. È molto dura. Sei obbligato a lottare".
