Pagina 5 | Guardiola via dal City, la scelta sul futuro è già presa: ecco cosa ha deciso

"È arrivato il mio momento. Nulla è eterno": Pep Guardiola ha salutato il Manchester City. Dopo dieci anni e 20 titoli vinti, l'allenatore spagnolo lascerà i Citizens al termine della stagione. E ha deciso di salutare a suo modo, con l'eleganza che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Un cammino che si chiuderà domenica contro l'Aston Villa. Per l'ultima volta, Guardiola vivrà le emozioni di quella che è diventata la sua casa, l'Etihad Stadium, e si prenderà l'abbraccio dei suoi tifosi. E sugli spalti ci sarà anche Noel Gallagher, che lo aveva accolto nel 2016 al suo arrivo. Un ciclo - vincente - che si chiude ma un legame che resterà indissolubile.

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Il saluto di Pep Guardiola

"Noel è qui? Sarà divertente": così inizia il video con cui Guardiola ha deciso di salutare. Proprio il maggiore dei fratelli Gallagher lo aveva accolto con una stretta di mano. E da lì è iniziato un lungo cammino intenso e vincente, che Pep ha voluto ripercorrere immagine dopo immagine. E la fine di una grande storia d'amore è dolce: "Che periodo abbiamo trascorso insieme. Non chiedetemi i motivi della mia partenza. Non c'è un motivo preciso, ma in fondo so che è arrivato il mio momento. Nulla è eterno, se lo fosse, sarei ancora qui. Eterni saranno invece le emozioni, le persone, i ricordi, l'amore che provo per il mio Manchester City".

L'operaia Manchester e l'anima catalana di Guardiola sono diventate un connubio quasi perfetto. Forza ed estetismo, vittorie e delusioni: dieci anni intensi e ricchi di vita. Manchester lo ha adottato e lo ha reso suo figlio. "Questa è una città costruita con il lavoro. Con la fatica. Abbiamo lavorato. Abbiamo sofferto e lottato. Abbiamo fatto le cose a modo nostro. Il duro lavoro si manifesta in molte forme. Le trasferte a Bournemouth, quando abbiamo perso la Premier League, e voi eravate lì. Le trasferte a Istanbul, anche lì eravate presenti".

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Guardiola e la citazione agli Oasis

Insieme nelle vittorie, ancora più uniti nelle difficoltà. Proprio quei momenti hanno fortificato un legame ormai indissolubile. Riconoscenza e vicinanza che resteranno. "Ricordate l'attentato alla Manchester Arena, quando questa città ha mostrato al mondo cosa significa davvero la forza? Non rabbia e non paura. Solo amore. Comunità. Unione. Una città unita. Ricordate la perdita di mia madre durante il Covid e il sostegno che questo club mi ha dato? Mi avete dato la forza quando ne avevo più bisogno".

"Quello che abbiamo fatto, l'abbiamo fatto per tutti voi". I tifosi sempre al centro. Se le strade si dividono, l'eredità di Pep resterà nella città e nel club (con l'allievo Enzo Maresca che lo sostituirà in panchina). "Ora che il mio tempo sta per finire, siate felici. Gli Oasis sono tornati. Signore e signori, grazie per la fiducia che mi avete accordato. Grazie per avermi spronato e amato. Questo è il mio posto". Con citazione a Tony Walsh. Un congedo da Sir. 

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Il comunicato del Manchester City

"L'allenatore catalano, arrivato al City nel luglio 2016, ha avuto un impatto trasformativo durante i suoi dieci anni alla guida della squadra, e lascerà il club con 20 trofei all'attivo, diventando così l'allenatore di maggior successo nella storia del club. Nonostante il suo addio alla panchina del Manchester City, Pep Guardiola continuerà a collaborare con il City Football Group, ricoprendo il ruolo di Ambasciatore Globale. In questo ruolo fornirà consulenza tecnica ai club del gruppo, lavorando su progetti e collaborazioni specifici", ecco la nota con cui il Manchester City ha annunciato l'addio di Pep Guardiola dopo dieci anni.

Con il Manchester City, Pep Guardiola ha conquistato venti trofei ed è diventato l'allenatore più vincente della storia del club. Nella sua bacheca ci sono una UEFA Champions League (nella finale contro l'Inter del 2022/23), 6 Premier League, un Mondiale per Club, 3 Coppe d'Inghilterra, 5 Coppa di Lega inglese e tre Community Shield.

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Guardiola e il futuro: "Non allenerò per un po'"

Lo stesso Pep ha parlato del futuro in conferenza: "Mi riposo. Non allenerò per un po', altrimenti sarei rimasto qui. Devo fare un passo indietro". Anche l'annuncio ai giocatori è arrivato "questa mattina. Il discorso è stato un disastro, ero molto nervoso, più che mai. Ora ho bisogno di respirare un po' e rilassarmi, starò fuori un po'. Non si tratta di dieci anni, a parte sei mesi trascorsi a New York, ma di 17-18 anni, con tutti che mi chiedevano ogni tre giorni di fare il triplete e di vincere la Premier League. Sentivo che non avrei avuto più le energie per lottare ogni giorno. Non è una questione di ambizione ma dopo dieci anni è giusto cambiare, muoversi, vedere facce nuove. Dieci anni sono tanti e penso che il club abbia bisogno di un nuovo allenatore, di nuove energie, con questi incredibili giocatori che abbiamo adesso, per iniziare a scrivere un nuovo capitolo". 

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Guardiola e il futuro: "Non allenerò per un po'"

Lo stesso Pep ha parlato del futuro in conferenza: "Mi riposo. Non allenerò per un po', altrimenti sarei rimasto qui. Devo fare un passo indietro". Anche l'annuncio ai giocatori è arrivato "questa mattina. Il discorso è stato un disastro, ero molto nervoso, più che mai. Ora ho bisogno di respirare un po' e rilassarmi, starò fuori un po'. Non si tratta di dieci anni, a parte sei mesi trascorsi a New York, ma di 17-18 anni, con tutti che mi chiedevano ogni tre giorni di fare il triplete e di vincere la Premier League. Sentivo che non avrei avuto più le energie per lottare ogni giorno. Non è una questione di ambizione ma dopo dieci anni è giusto cambiare, muoversi, vedere facce nuove. Dieci anni sono tanti e penso che il club abbia bisogno di un nuovo allenatore, di nuove energie, con questi incredibili giocatori che abbiamo adesso, per iniziare a scrivere un nuovo capitolo". 

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