Ancora di più del risultato finale, che non è mai stato davvero in discussione, a colpire nella giornata elettorale del Real Madrid è stata la partecipazione. Dopo quasi vent'anni senza una vera sfida elettorale, il madridismo è tornato in massa alle urne per scegliere il proprio futuro. Dei 75.219 soci aventi diritto, già alle 17 erano stati registrati 23.593 votanti, una cifra che lasciava intuire come il record storico di partecipazione stabilito nel 2000 con 33.116 voti potesse essere superato. La risposta dei soci ha confermato quanto questa campagna elettorale abbia riacceso il dibattito interno al club. Da una parte Florentino Pérez, presidente uscente e volto della continuità. Dall'altra Enrique Riquelme, l'uomo che è riuscito a riportare i madridisti al voto dopo una lunga serie di elezioni senza opposizione. La giornata è iniziata presto a Valdebebas: dopo la costituzione dei 60 seggi elettorali e l'apertura delle urne alle 9, il flusso dei votanti è cresciuto rapidamente. Alle 9.57 è arrivato il presidente uscente, accolto da tifosi e media. Poco meno di un'ora dopo, alle 10.48, è stato il turno dello sfidante.
Florentino Pérez contro Enrique Riquelme: due visioni per il futuro del Real Madrid
La sfida tra i due candidati è stata raccontata per settimane come il confronto tra due modelli differenti. Florentino ha puntato sulla stabilità gestionale, sull'espansione internazionale del marchio Real Madrid e sulla promessa di nuovi investimenti sportivi. Riquelme ha, invece, costruito la propria candidatura attorno alla trasparenza economica, alla centralità dei soci e a una diversa visione della governance del club, oltre che alle bombe di mercato smentite, però, dai diretti interessati (Haaland e Klopp). Alla chiusura delle urne, fissata alle 20, i sondaggi non davano speranze a Riquelme, con Don Florentino nettamente avanti: 65% a 35%. Una sensazione confermata, subito dopo, anche dalle prime indicazioni provenienti dal voto per corrispondenza.
Florentino Pérez rieletto presidente: sarà l’ottavo mandato al Real Madrid
E così, nonostante i risultati definitivi siano arrivati soltanto nella tarda serata, sin da subito si è capito che Pérez era lanciato verso quello che sarà il suo 8° mandato alla guida del Real Madrid. Un dato che conferma ancora una volta la fiducia di gran parte del madridismo nei confronti dell'uomo che ha trasformato il club in una delle più potenti realtà sportive del pianeta. Riquelme, intervenuto poco dopo la chiusura dei seggi, ha comunque rivendicato il significato politico della propria candidatura: «È un giorno molto speciale dopo gli ultimi vent'anni. Voglio ringraziare tutti i soci che sono venuti a votare: oggi ha vinto il Real Madrid. È stata data voce a una parte del madridismo che era rimasta addormentata e che non aveva uno spazio dove esprimersi. Noi continueremo a esserci».
Mercato Real Madrid: Olise nel mirino, ma il Bayern Monaco chiude la porta
Con il voto ormai alle spalle, l’attenzione si sposta sulle prime mosse del nuovo corso madridista. Durante la campagna elettorale Florentino Pérez ha confermato gli arrivi di Ibrahima Konaté e Denzel Dumfries e ha annunciato la volontà di presentare un’offerta da almeno 150 milioni di euro per un nuovo galáctico. Tra i nomi più chiacchierati c’è quello di Michael Olise anche se, mentre i soci merengues stavano votando, il presidente del Bayern Monaco, Herbert Hainer, ha chiarito la posizione della società tedesca: «Olise è un giocatore del Bayern, ha un contratto a lungo termine e il nostro non è un club che vende. Se Florentino Pérez vuole mandarci un’offerta, e finora non è successo, può risparmiarsi la fatica: non lo cederemo né per 150 milioni di euro né per 200». Il braccio di ferro è già cominciato.
