Hjulmand, la cura ha resuscitato il Leverkusen: da una follia alla Champions

Il Bayer è tornato a volare: protagonisti  i giovani, Poku, Maza e Kofane. Cinque vittorie e un pari incassato nel recupero da quando è arrivato il danese

Cinque vittorie ed un pareggio incassato nel recupero. È il bilancio del Leverkusen in Bundesliga da quando Kasper Hjulmand si è seduto in panchina dopo il clamoroso esonero di Ten Hag dopo appena due partite di campionato, una persa in casa con l’Hoffenheim e l’altra pareggiata con il Werder Brema da 3-1 a 3-3 pur essendo in superiorità numerica. Allora sembrava una mezza follia, ma dopo un mese e mezzo di lavoro con il tecnico danese le cose si sono messe in prospettiva. E sì, è chiaro come quella decisione magari un po’ avventata si sia rivelata previdente, visto che con l’ex tecnico di Manchester United e Ajax tutto sembrava stesse andando a rotoli. Ora invece la squadra si è rimessa in corsa, è tornata nel gruppo che ambisce ad un piazzamento in zona Champions League, condivide a 17 punti la piazza con il Dortmund, due punti sotto il RB Lipsia, mentre davanti il Bayern sembra fare un altro campionato.

Rinascita malgrado gli infortuni: ecco chi sono i leader

Tutto ciò convivendo con una serie di infortuni che hanno falcidiato la squadra: Tella, Schick e Palacios, ad esempio. Tre dei pochi superstiti del Bayer invincibile che nel 2023/24 aveva trionfato sotto la gestione di Xabi Alonso. Ma anche numerose risorse offensive come Terrier, appena rientrato dopo 10 mesi, o Malik Tillman, fermato da un problema muscolare. Sta di fatto che nella vittoria per 3-4 contro il Mainz c’erano 8 indisponibilità. Ma a Leverkusen non hanno mai avuto problemi nel dare fiducia anche ai più giovani. Due esempi? Christian Kofane (2006) pescato dall’Albacete in Liga2 e già autore di 3 reti, Ernest Poku preso dall’Az per 10 milioni di euro: quest’ultimo è entrato in almeno un gol di ciascuna delle ultime 4 partite di campionato.

Bayer, l'obiettivo

O anche il fantasista Maza, 10 milioni di euro all’Hertha Berlino. Le classiche scommesse che raramente a Leverkusen si perdono, anche se ultimamente sono abituate bene persino con quelle un po’ più costose. Certo, a lungo termine in casa Bayer ci si aspetta i salti di qualità anche del 2005 ex Monaco Ben Seghir, pagato oltre 30 milioni, e del nuovo numero 10 Tillman (2002, ex Bayern), ma intanto Hjulmand ha rimesso al centro della piazza ciò che ai Werkself riesce meglio, cioè lo sviluppo del talento. Con un obiettivo fissato: tornare in quella Champions League nella quale quest’anno non è ancora arrivata la prima vittoria. Passo per passo, il Leverkusen di Hjulmand punta a diventare ancora più grande. Anzi, a tornarci.
 

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