Addio Messi, Laporta: "Notizia orribile, ma unica via possibile"

Il presidente del Barcellona in conferenza stampa spiega i motivi della clamorosa separazione dall'argentino
Addio Messi, Laporta: "Notizia orribile, ma unica via possibile"

BARCELLONA (Spagna) - Con una conferenza stampa il presidente del Barcellona Joan Laporta ha spiegato i motivi dell'addio di Leo Messi, che non ha potuto rinnovare il contratto con il club catalano: "Una notizia orribile per tutti noi. Purtroppo l'esito dei colloqui non è stato positivo, perché l'incasso e la massa sportiva del monte ingaggi rappresentano una cifra molto importante nell'economia di un club. Non abbiamo un tetto salariale corretto per le regole della Liga. Non abbiamo margini per muoverci. Sappiamo che i numeri che erano stati presentati dal club nelle previsioni e nelle nostre riunioni per programmare la stagione sono molto diversi. Le perdite sono superiori a quanto previsto. I debiti sono importanti. Per questo i contratti sportivi ingenti mettono in difficoltà il club per quanto riguarda i margini salariali. Sapevamo che le norme del FFP della Liga e i criteri di acquisto ci avrebbero messo in difficoltà e per questo non avevamo ancora depositato i contatti che avevamo discusso con Messi. Il Barcellona avrebbe dovuto sostenere un'operazione che per il club sarebbe stata diversa da quella pianificata. Perciò quando ho dovuto prendere la decisione le cose sono cambiate e non siamo stati in grado di farlo. Siamo un'istituzione con 120 anni di storia che ha avuto grandi giocatori, nonché il più grande giocatore della storia del calcio, a cui saremo sempre grati".

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Laporta spiega l'addio a Messi

Laporta ha poi proseguito: "Eravamo disposti a sostenere questa spesa visto ciò che un giocatore come Messi porta con sé, ma volevamo rispettare quanto avevamo stabilito. Purtroppo non abbiamo margini salariali per sostenere questa situazione, perché la gestione precedente è stata difficile. Anche eventuali decisioni unilaterarli comporterebbero un rischio per il Barcellona. Questa è l'unica strada possibile. Il contratto di Leo comportava un'operazione che metteva in difficoltà il Barcellona, sia per le cifre, sia per tutto ciò che comporta. Perché questa operazione avrebbe influito su numerose stagioni nei nostri bilanci. Leo voleva restare e noi volevamo che lui restasse. Avevamo fatto un primo passo che poteva essere determinante, così come la volontà del giocatore. Abbiamo portato avanti le trattative per mesi, parlando più volte. Dovevamo far sì che tutti gli aspetti venissero sistemati per mettere a posto gli interessi di entrambe le parti. Conoscevamo i limiti del FFP, dei tempi necessari per trattare con il miglior giocatore del mondo, che può avere proposte da altri club. Quando la negoziazione è arrivata nelle fasi finali abbiamo analizzato tutto ciò che una firma avrebbe portato dal punto di vista dei numeri e abbiamo capito che le norme della Liga hanno bloccato tutto. Non è una scusa, perché queste norme le conoscevamo. Ora inizia una nuova era per noi, quella del dopo-Leo".

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"No false speranze"

Sulla possibilità di un ripensamento: "Non voglio dare false speranze a nessuno. Quello che è certo è che le conversazioni sono interrotte. Ci sono delle scadenze, sia per noi che dobbiamo iniziare il campionato, sia per il giocatore che ha bisogno di capire e fare le sue riflessioni per il suo futuro. Deve capire se le altre soluzioni che arriveranno per lui saranno migliori e giuste. Abbiamo valutato vari tipi di soluzione anche per i pagamenti. Leo era d'accordo all'inizio. Il giocatore è sempre stato presente in queste trattative. Pensavamo che avremmo potuto trovare una soluzione per queste limitazioni. Ci sono criteri che in altri Paesi funzionano e stavamo provando a introdurre questi processi nella Liga. Poi siamo passati a parlare di un contratto di 5 anni, che Leo ha nuovamente accettato. Così sarebbe potuto rimanere altri due anni o più se avesse voluto. Volevamo anche pensare al post-Messi, che sarebbe iniziato tra almeno due stagioni. Così tutti avremmo potuto osservare e beneficiare del talento di Leo. Quando abbiamo preparato questo contratto di 5 anni che avevamo pensato per le norme del FFP abbiamo poi sentito la linea generale della Liga e dopo un'attenta analisi tecnica abbiamo capito come questa situazione sarebbe potuta andare. Ma non abbiamo potuto portarla avanti per gli interessi del Barcellona, perché pensiamo che la quantità di denaro che una figura come Messi avrebbe comportato non era comunque sostenibile. E bisogna ricordare che il Barcellona è un'entità superiore a tutto il resto".

La caccia ai colpevoli

Riguardo agli acquisti come Aguero e Depay, Laporta replica così: "Alcuni ci chiedono come abbiamo potuto fare acquisti finora. Sono tutti giocatori che hanno accettato le limitazioni del tetto salariale del club. Le loro spese non hanno niente a che vedere con quelle che avremmo dovuto pagare a Messi". Poi il presidente insiste: "Gli accordi non si potranno formalizzare a causa del limite salariale che ha il Barcellona. Le norme della Liga non sono flessibili. Se volessimo ampliare il limite salariale dovremmo fare delle rinunce che il club non vuole fare. Posso dire però che da qui la motivazione del club per migliorarsi e crescere è massima. Voglio fare i complimenti alla società per come sono stati gestiti aspetti molto complicati. Siamo super motivati e ci imponiamo di restare a un livello altissimo. Il Barcellona anche senza Messi può continuare a ottenere successi e dare gioia ai tifosi. Siamo tristi adesso. Non potremo neanche fargli un omaggio pubblico come merita per via del covid". Laporta punta ancora il dito sulla precedente gestione: "Non mi sento colpevole per la decisione. Abbiamo fatto il possibile perché Messi restasse, all'interno delle possibilità economiche del club. Abbiamo raggiunto un accordo che non abbiamo potuto formalizzare. Non ci sono colpevoli qui e non mi piace ribadire l'eredità che abbiamo trovato in società, con pochi mesi per sistemarla. I numeri presentati mostravano alcune cose, che poi abbiamo scoperto fossero diverse".

La reazione di Messi

Sulla reazione di Messi: "Leo voleva restare, non è contento di questa situazione. Tutti volevamo che lui rimanesse. Però adesso anche lui ha preso coscienza della realtà, che non si può cambiare. Quello che lui sa e che tutta la famiglia sa è che gli auguro tutto il meglio. Il Barcellona è casa sua, lui ha fatto crescere tantissimo il palmares del club. Jorge Messi, il padre, ha avuto sempre un atteggiamento corretto in tutta la trattativa. In nessun momento ci hanno chiesto qualcosa di strano o esterno alla logica dell'operazione. Non è mai accaduto, non c'è mai stata una rottura. L'accordo era stato raggiunto, non abbiamo potuto finalizzarlo. Per il momento parliamo solo di ipotesi, non reali. Io volevo solo che Leo restasse qui. Mi sembra di sognare. Ma c'è una realtà da fronteggiare. Come ha reagisto la squadra? Ieri ho parlato con i capitani per telefono. Questo è un avvenimento molto importante per il Barcellona. Gli ho spiegato la situazione, tutti pensavano che Leo sarebbe rimasto. Gli ho detto che adesso inizia una nuova era, che dovremo continuare a vincere senza un giocatore come Messi. Senza il miglior giocatore al mondo. C'è massimo sforzo e disponibilità da parte di tutti per mantenere alto il livello del club. Ai ragazzi ho chiesto il massimo e i capitani devono guidare questa nuova tappa della società".

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