© Getty ImagesHa ricevuto la Scarpa d'Oro per i 31 gol segnati l'anno scorso in Liga, alla sua prima stagione in blancos. In questa è partito forte con 11 centri nelle prime 10 giornate, "ma l'importante è finire bene". Kylian Mbappé si è ormai preso il Real Madrid e dopo essere rimasto a mani vuote lo scorso giugno, con Liga e Coppa del Re al Barcellona e Champions al Psg, ha voglia di conquistare i suoi primi trofei spagnoli. Le Merengues sono in testa alla classifica e reduci dal successo nel Clasico, anche se la sconfitta nel derby - l'unica finora in Liga - ancora brucia: "È stata dura, nessuno se l'aspettava. Quando vai sul 2-1 non pensi di prenderne altri quattro. Loro hanno giocato con intensità, noi no, hanno vinto tutti i duelli. È una sconfitta da ricordare e che ci farà bene in futuro", ha raccontato Mbappé a Universo Valdano.
Da Ancelotti a Xabi Alonso
Il Real nel destino dopo averlo sfiorato in più di un'occasione, non solo negli ultimi anni al Psg, ma anche quando lasciò il Monaco a 18 anni proprio per trasferirsi a Parigi ("ma allora c'erano Benzema, Ronaldo e Bale e non volevo restare in panchina"). Dopo aver lavorato con Ancelotti, che ha definito "uno dei migliori allenatori della storia, con cui, quando entri nello spogliatoio, sei felice", Mbappé è ora agli ordini di Xabi Alonso: "Si vede che ha voglia di dimostrare, di ottenere risultati con il Real Madrid. È la sua prima grande opportunità nel miglior club del mondo. Cercheremo di aiutarlo, di fare quello che vuole da noi. E di provare a vincere tutti i titoli possibili per il Real Madrid", ha detto a proposito del suo attuale allenatore. Servirà anche il miglior Vinicius ("abbiamo un ottimo rapporto: entrambi vogliamo vincere per il Real Madrid") e saper gestire la pressione. "Ma questo è il miglior club del mondo. La pressione me la metto da solo, perché voglio essere all'altezza", ribatte l'attaccante francese.
Ronaldo "un esempio", Messi "unico"
Mbappé non nasconde di voler ripercorrere le orme del suo idolo Cristiano Ronaldo: "È sempre stato un modello, un esempio. Ho la fortuna di essere in contatto con lui, mi dà consigli. Al Real Madrid è il numero uno, io voglio fare il mio cammino e spero che un giorno la gente sogni con me come ha fatto con Cristiano". Da un fuoriclasse all'altro, perché Mbappé ha parlato anche di Lionel Messi, che ha avuto come compagno di squadra a Parigi per 2 anni: "Una persona normale, rispettosa con tutti. Unico come giocatore. Stare vicino a lui mi ha aiutato a capire meglio il calcio. Ho imparato moltissimo e gli sono grato". A proposito di Psg, belle parole per Luis Enrique, con cui "il rapporto è finito bene. Brava persona e grande allenatore, gli auguro il meglio". Chiusura sul talento blaugrana Lamine Yamal: "Deve vivere la sua vita. Lasciatelo in pace: è un ragazzo di 18 anni e a quell'età tutti commettiamo errori. Bisogna giudicarlo per ciò che fa in campo".