Crisi United, Amorim a nudo: "Non avrò il tempo che ha avuto Arteta"

Tra le proteste dei tifosi di casa, a manchester arriva l’Arsenal. Il portoghese: "Le persone hanno il diritto di protestare"

LONDRA - Quella contro il tempo è una delle guerre più ostiche che ogni allenatore di calcio è chiamato a combattere. Se poi la squadra che alleni si chiama Manchester United, la cosa diventa esponenzialmente più complicata. Negli anni successivi all’età dell’oro targata Alex Ferguson, tutti quelli che si sono seduti sulla panchina dei Red Devils ne sono usciti perdenti. La regola allo United, così come in quasi tutti quei club in cui vincere è considerato la normalità, è semplice e chiara. E soprattutto, è uguale per tutti, non importa se ti chiami Amorim, ten Hag o Mourinho: o vinci, o vai via. I concetti di attesa, di progetto a medio lungo-termine non sono contemplati. Alla vigilia della sfida contro l’Arsenal – club che invece rappresenta un’eccezione in tal senso visto che di tempo ad Arteta ne ha dato tanto, e gliene darà ancora pur qualora nemmeno in questa stagione i Gunners riuscissero a sollevare un trofeo – Ruben Amorim, tecnico arrivato sulla panchina dei Red Devils lo scorso novembre, e che ha perso addirittura 9 delle prime 25 gare da allenatore del Man United, ha chiaramente ammesso di sapere che a lui non verranno concesse le stesse opportunità che ha avuto il collega basco. 

Amorim al capolinea?

"Non credo proprio" - ha risposto a chi alla vigilia della sfida coi Gunners glielo ha chiesto. "Non avrò il tempo che ha avuto Arteta. Si tratta di club diversi", ha detto Amorim, aggiungendo anche: "Penso che sotto questo aspetto il modo in cui Arteta ha affrontato la situazione sia un’ispirazione per tutti, ma non avrò il tempo che ha avuto lui". Dichiarazioni che fanno il paio con quelle rilasciate prima della sfida giocata giovedì e pareggiata in casa della Real Sociedad. Amorim, infatti, aveva detto di credere ancora di essere l’uomo giusto per rifondare il Man United e riportarlo ai fasti di un tempo, ma di sapere anche molto bene quali siano le "conseguenze" dei pessimi risultati. Insomma, un Amorim che meno di 4 mesi dopo il suo clamoroso e costosissimo (per lo United) arrivo a Manchester è già consapevole che il tempo concessogli potrebbe non essere interminabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Premier League

"Protestare è un diritto"

D’altronde, i risultati sono pessimi, con la squadra quattordicesima in classifica e più vicina alla zona retrocessione che a un posto Champions, oltre che appena eliminata anche dalla FA Cup per mano del Fulham. La gara casalinga di domani contro i Gunners si giocherà per l’ennesima volta in un clima di proteste e tensioni, coi tifosi che prima della partita si riuniranno e marceranno in segno di protesta contro i Glazer, indossando abiti neri per sottolineare come il club stia lentamente morendo. "Per tutti nel nostro club è un momento davvero duro" - ha ammesso Amorim. "L’unica cosa che possiamo fare è giocare bene e vincere. Le persone hanno il diritto di protestare. Penso che sia una buona cosa farlo".  

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LONDRA - Quella contro il tempo è una delle guerre più ostiche che ogni allenatore di calcio è chiamato a combattere. Se poi la squadra che alleni si chiama Manchester United, la cosa diventa esponenzialmente più complicata. Negli anni successivi all’età dell’oro targata Alex Ferguson, tutti quelli che si sono seduti sulla panchina dei Red Devils ne sono usciti perdenti. La regola allo United, così come in quasi tutti quei club in cui vincere è considerato la normalità, è semplice e chiara. E soprattutto, è uguale per tutti, non importa se ti chiami Amorim, ten Hag o Mourinho: o vinci, o vai via. I concetti di attesa, di progetto a medio lungo-termine non sono contemplati. Alla vigilia della sfida contro l’Arsenal – club che invece rappresenta un’eccezione in tal senso visto che di tempo ad Arteta ne ha dato tanto, e gliene darà ancora pur qualora nemmeno in questa stagione i Gunners riuscissero a sollevare un trofeo – Ruben Amorim, tecnico arrivato sulla panchina dei Red Devils lo scorso novembre, e che ha perso addirittura 9 delle prime 25 gare da allenatore del Man United, ha chiaramente ammesso di sapere che a lui non verranno concesse le stesse opportunità che ha avuto il collega basco. 

Amorim al capolinea?

"Non credo proprio" - ha risposto a chi alla vigilia della sfida coi Gunners glielo ha chiesto. "Non avrò il tempo che ha avuto Arteta. Si tratta di club diversi", ha detto Amorim, aggiungendo anche: "Penso che sotto questo aspetto il modo in cui Arteta ha affrontato la situazione sia un’ispirazione per tutti, ma non avrò il tempo che ha avuto lui". Dichiarazioni che fanno il paio con quelle rilasciate prima della sfida giocata giovedì e pareggiata in casa della Real Sociedad. Amorim, infatti, aveva detto di credere ancora di essere l’uomo giusto per rifondare il Man United e riportarlo ai fasti di un tempo, ma di sapere anche molto bene quali siano le "conseguenze" dei pessimi risultati. Insomma, un Amorim che meno di 4 mesi dopo il suo clamoroso e costosissimo (per lo United) arrivo a Manchester è già consapevole che il tempo concessogli potrebbe non essere interminabile.

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