Soltanto 9 mesi fa conquistava l’Europa League a Bilbao nella finale “interbritannica” contro il Manchester United, ma adesso è sull’orlo della retrocessione dalla Premier League al Championship. Situazione paradossale per il Tottenham Hotspur, nobile squadra londinese fondata nel 1882, che non conosce l’onta della Seconda Divisione dal 1978, quasi mezzo secolo fa. Le colpe di questo sfacelo ora ricadono tutte sull’ex allenatore juventino Igor Tudor: licenziato dal CEO bianconero Comolli il 27 ottobre scorso, è stato sorprendentemente ingaggiato meno di un mese fa, il giorno degli innamorati, dal direttore generale anglo-indiano Vinai Venkatesham e dal diesse danese Johan Lange. Una scelta scellerata perché il croato, che ha sostituito il danese Thomas Frank, nelle prime tre partite alla guida degli “Spurs” ha incassato altrettante sconfitte giocando sempre a Londra contro Arsenal (1-4 in casa), Fulham (2-1 a Craven Cottage) e Crystal Palace (1-3 giovedì notte al “New White Hart Lane”). Tre derby, tre batoste, 9 gol subiti, 3 realizzati. Ora i “Lilywhites” sono sedicesimi ma con un solo punto di vantaggio sul tandem Nottingham Forest-West Ham che si contende il quart’ultimo posto.
Tudor bersagliato dai tifosi
I tifosi sono in subbuglio. Tudor è diventato il bersaglio della loro contestazione. Feroce e (pesantemente) ironica. Giovedì notte hanno cominciato a lasciare lo stadio sin dalla fine del primo tempo, quando il Tottenham è stato raggiunto e poi superato dalle reti del “Palace” firmate da Ismaïla Sarr (doppietta) e Jørgen Larsen che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio londinese griffato Solanke. “Quack” (ciarlatano, ndr) e “Terrible” gli epiteti più gentili nei riguardi dell’allenatore mentre dagli spalti è partito il coro “Saked in the morning” ovvero licenziato domattina... Da notare che in tribuna c’era il “gufo” Giuntoli, l’ex “football director” juventino che lo scorso 23 marzo assunse Tudor al posto di Thiago Motta... I vertici del Tottenham al momento temporeggiano, ma la tentazione di cacciare il croato dopo sole tre partite sta prendendo corpo. La squadra è peggiorata in tutto: il gioco latita, così come le occasioni, non c’è mordente, manca cattiveria agonistica, non c’è testa né cuore né anima. Oltretutto si vocifera di spogliatoio già spaccato con la gran parte dei giocatori che mal sopportano i metodi duri, rigidi, intransigenti dell’omone di Spalato. Per non parlare di tattica e cambi in corsa (contro il Crystal Palace il promettente terzino brasiliano Souza è stato sostituito a sorpresa dal centrocampista Conor Gallagher al 42’ del primo tempo).
