Sfida infinita tra Arsenal e City: Arteta e Guardiola si giocano il primo trofeo dell'anno

La rivalità tra i due club ha rovinato il rapporto tra i tecnici. La finalissima di Wembley sarà decisiva!
Sfida infinita tra Arsenal e City: Arteta e Guardiola si giocano il primo trofeo dell'anno© Getty Images

La retorica dell’allievo che tenta di superare, o quantomeno emulare, il maestro non è più calzante da tempo nel racconto del rapporto che unisce e divide Mikel Arteta e Pep Guardiola. Una narrazione ormai stantia, che non renderebbe giustizia a un romanzo calcistico andato ben oltre queste logiche. Perché se è vero che appuntare sul petto di Pep le medaglie del caposcuola continua a rappresentare una lettura lecita della realtà - d’altronde non esiste allenatore al mondo che negli ultimi 20 anni abbia fatto più proseliti del catalano - non lo è più quella di confinare Arteta nel personaggio stereotipato del giovane allenatore di talento in cerca di una propria dimensione ispirata al tecnico con cui ha lavorato anni fa.

A Wembley si alza il 1° titolo stagionale

La sfida che oggi pomeriggio assegnerà il primo trofeo inglese della stagione, la EFL Cup, ossia la Coppa di Lega, non è pertanto solo quella fra le due migliori squadre inglesi del momento (1ª e 2ª in Premier), ma anche quella fra i due dei migliori allenatori, simili per alcuni aspetti e agli antipodi per altri. Due tecnici, uno più esperto e vincente, l’altro più giovane ma altrettanto ambizioso, che negli anni hanno costruito una propria idea di calcio capace di portare le loro squadre a concorrere stabilmente per i traguardi più ambiziosi. E se vogliamo liberare il racconto da quella patina sentimentalista che vorrebbe farci credere alla storia di 2 vecchi amici inclini, tempo permettendo, a trascorrere serate a parlare di calcio davanti a un bicchiere di Rioja Alta Gran Reserva, è giusto dire che la realtà è diversa: Pep e Mikel non sono amici.

Nessuna amicizia

I due si rispettano, si stimano, ma non si amano. Negli ultimi anni, di pari passo con la crescita dei Gunners e della rivalità fra i club, il rapporto si è fatto più teso, fino ad avvicinarsi alla rottura nella passata stagione. Dopo la sfida d’andata in Premier - una gara nervosa, piena di duelli e segnata anche dal grave infortunio di Rodri - il consueto buonismo ha lasciato spazio a schermaglie verbali. Arteta arrivò a dire di conoscere «tutte le informazioni» sul suo ex club, alludendo nemmeno troppo velatamente a presunte scorrettezze del City. Parole che non piacquero a Guardiola. Anche per questo la finale di oggi a Wembley si annuncia ancora più intrigante: oltre a mettere di fronte il club che ha dominato l’ultimo decennio e quello che sembra pronto a raccoglierne l’eredità, tornando a vincere un trofeo importante dopo 6 anni di astinenza (l’ultima volta la FA Cup), rappresenta un nuovo capitolo di un rapporto personale in cui l’ambizione ha ormai superato di gran lunga l’amicizia. Non a caso, alla vigilia qualcuno ha chiesto a Guardiola se oggi cenerebbe con Arteta. La risposta è stata secca: «No, non ho il tempo per andare a Londra, e penso che lui non ne abbia per venire a Manchester». Due mondi ormai divisi, e per la prima volta capovolti: mai in questi anni l’Arsenal si è presentato al cospetto del City nelle vesti della favorita. «No, non ci sono favoriti», ha però sottolineato Arteta alla vigilia, ammettendo però quanto per l’Arsenal vincere sia diventata una sorta di necessità: «Quando passi anni senza vincere un trofeo, la necessità aumenta, ma aumenta anche la motivazione, perché lo desideri davvero».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Premier League