Lo United sta tornando? Il 3-4-3 di Amorim ora funziona. A De Ligt le chiavi della difesa

Dopo anni difficili i Red Devils sembrano guariti. Il lavoro del tecnico portoghese finalmente paga: merito anche dei nuovi acquisti e di un portiere che dà sicurezza a tutta la difesa

Sul Man United campeggia ancora un cartello gigante con la scritta “work in progress”. La differenza, però, rispetto al recente passato, è che quei lavori in corso sembrano aver preso la direzione giusta. Amorim ci ha messo un po’ - fu annunciato precisamente un anno fa, il 1° novembre ‘24 - e ha anche rischiato molto, vista la serie di sconfitte senza precedenti accumulate nella passata stagione. Ma in questa le cose sembrano iniziare a funzionare. D’altronde, lo ha detto sin dall’inizio: "Il mio modo di giocare richiederà tempo". Un tempo che il club, e Jim Ratcliffe in primis, hanno più volte ribadito di volergli concedere. Lo ha dimostrato con i fatti, assecondando una campagna acquisti importante che, dopo anni di flop strapagati, sembra stia facendo la differenza. Lo United, infatti, viene da 3 vittorie di fila - cosa che non era mai accaduta nell’era Amorim - e in classifica si trova a ridosso della zona Champions, a sole 6 lunghezze dalla vetta. Oggi pomeriggio, a Nottingham, tenterà di allungare la striscia positiva e di accreditarsi ulteriormente come squadra di vertice.

De Ligt guida la difesa

Ma quali sono le basi su cui Amorim sta tentando di costruire la rinascita? Se c’è qualcosa che gli va riconosciuta è la determinazione nel portare avanti la sua idea di calcio. È chiaro che, rispetto alla passata stagione, il suo 3-4-3 (o 3-4-2-1) sia diventato più efficace. Per 2 ordini di ragioni. La prima è legata al fatto che la squadra ha avuto il tempo di metabolizzare i meccanismi tattici. La seconda è che, grazie al mercato, la rosa attuale è più compatibile con le idee dell’allenatore. Innanzitutto, dopo 3 anni di disastri, è stata risolta la questione portiere. Amorim sognava il Dibu Martínez; alla fine, invece, è arrivato l’ex Anversa Senne Lammens, che ha impiegato pochissimo a fare ciò che né OnanaBayindir erano riusciti a fare: dare sicurezza. Non è arrivato in questa estate, ma in quella precedente. Il primo anno è stato difficile anche per lui: ora, invece, Matthijs de Ligt è il vero punto di riferimento della difesa dei Red Devils. Al tecnico piace il suo tempismo nell’uscire dalla linea arretrata per andare a prendere alto l’attaccante avversario.

Mbeumo e Cunha trascinatori

Fondamentali, poi, si stanno rivelando due dei nuovi attaccanti (in attesa dell’esplosione definitiva di Sesko): Bryan Mbeumo, innanzitutto, un attaccante moderno, "una macchina da lavoro" - come lo ha definito Amorim - capace quasi sempre di fare la giocata più giusta e, al momento, anche il più determinante sotto porta, con 5 gol e 1 assist. L’altro è Matheus Cunha, più giocoliere rispetto al compagno di reparto, e l’uomo a cui la squadra si affida quando è necessario tenere palla. Poi ci sono le tanto attese rinascite: la più evidente è quella di Casemiro, le cui prestazioni si stanno avvicinando a quelle con la maglia del Real Madrid. Infine, un punto fermo: il capitano, Bruno Fernandes, uno che ci ha sempre messo la faccia. Anche nelle stagioni peggiori è sempre stato tra i pochi a salvarsi, e quest’anno, nonostante le offerte arrivate dall’Arabia, ha deciso di restare per coronare un sogno: vincere qualcosa di importante con il Man United.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Manchester United