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Trotta nel Brentford: «Qui si corre da pazzi»

Dal Napoli al City sino al Fulham e al prestito in Ligue One, da leader. «Sono punta unica, faccio reparto quasi da solo perché giochiamo con il 4-3-3 con gli esterni larghi. Danno palla a me, vado, aiuto e segno»twitta

venerdì 7 febbraio 2014

TORINO - C'è serie C e serie C. Quella italiana vuole tornare ad antiche glorie ripristinando il girone unico e diminuendo il numero abnorme di squadre. E' il tentativo di alzare il livello e di riaccendere una passione che, oggi, si respira in poche realtà. Quella inglese si chiama League One e vive un'esistenza felice: stadi appassionati, spalti con pochi vuoti e rare concessioni a episodi extracalcistici. Difficile, per essere chiari, vedere qualcosa di simile a Salernitana-Nocerina. Marcello Trotta ha eletto questo torneo a piccolo regno. Il suo cartellino appartiene al Fulham, retaggio di una delle tante fughe viste nei tempi passati, quando l'attaccante campano saluta il Napoli e va al Manchester City. Qui trascorre tre mesi prima di trasferirsi a Londra nel 2009 dove, a 17 anni, firma il primo contratto da professionista: «Ero piccolo, all'inizio è stata dura ma ho sempre voluto vivere un'avventura di questo tipo – racconta -. Sono andato in Inghilterra da solo, è difficile lasciare parenti e amici ma non ti mettono in una gabbia, non finisci nel deserto. Il Fulham mi ha mandato a vivere in una famiglia, mi ha aiutato molto. Ero da solo, ogni tanto veniva qualche altro italiano che era lì, come Laribi, che adesso è al Latina, come Moscatiello, un ex Inter che poi si è perso». L'impatto con Londra è ovviamente abbagliante: «Una città stupenda, rimani sbalordito, tutto funziona alla perfezione. Mi ricordo il mio stupore all'inizio: pagavo qualcosa e mi davano il resto giusto, non dovevo stare lì a controllare come a volte capita da noi... Tutto funziona».


RIGORE FALLITO E funziona anche il cammino professionale fissato dal Fulham: l'Under 18, il campionato riserve, l'affacciarsi in prima squadra. Fino alla decisione di cercare continuità di utilizzo, con i prestiti tra Wycombe Wanderers, Watford e Brentford, la squadra del destino. Nelle ultime 9 partite Trotta è andata a segno 7 volte, ma la prima annata non si era chiusa al meglio: «Ultima giornata, giochiamo contro il Doncaster, dobbiamo vincere per centrare la promozione diretta in Championship (la nostra serie B, ndr). Nel minuto di recupero siamo ancora 0-0, ci danno un rigore. Dovrebbe tirarlo O' Connor ma sul dischetto ci voglio andare io: traversa, anche bassa..., e gol avversario sul rovesciamento di fronte. Ero sicuro, me la sentivo: mi è crollato il mondo addosso. La mia fortuna sono stati i compagni e la società, mi hanno dato una grande mano». La promozione svanisce agli spareggi, Trotta torna al Fulham. Quando si ripresenta la possibilità di un prestito al Brentford, non ha dubbi: «Mi hanno voluto loro e ho voluto tornare io. Ho subito accettato perché ero stato benissimo e perché avevo un debito. All'inizio qualcuno era dubbioso, gli ho fatto subito cambiare idea con i gol...». Trotta adora l'Inghilterra («Londra è vicina, vado là e mi rifugio in qualche locale. Ci sono tanti italiani, mi sembra di essere a casa, ma apprezzo anche la cucina inglese) e adora il calcio inglese, sotto ogni aspetto: «Siamo 24 squadre, si gioca sempre tra campionato e coppe. L'intensità va a mille, si corre come pazzi. E' terza divisione ma è come se fosse Premier League. In Italia in queste categorie vedi stadi vuoti, noi siamo praticamente Londra eppure abbiamo anche 8.000 spettatori. Il Portsmouth, che è una categoria sotto noi, viaggia stabilmente sui 15.000. Poi le partite sono trasmesse da Sky, l'atmosfera è quella delle grandi sfide inglesi. E l'ambiente è tranquillo: una volta finita la gara, finisce tutto. Puoi farti la tua vita».


UNDER 21 Trotta è uno dei riferimenti imprescindibili della squadra: «Punta unica, faccio reparto quasi da solo perché giochiamo con il 4-3-3 con gli esterni larghi. Danno palla a me, vado incontro ai centrocampisti, aiuto la squadra a salire». E segna, al punto da aver meritato la chiamata dell'Under 21: «Era nell'aria, faccio così tanti gol perché l'azzurro mi ha dato carica ed energia. Sono felice di questo». E lo anche il Brentford: primo posto, oggi, in League One, con Wolverhampton e Leyton Orient avversarie più agguerrite: «Voglio la promozione a tutti i costi, poi tornerò al Fulham e vedrò che cosa succede. Ho un contratto fino al 2015: per me è l'annata della svolta, per il futuro tutto può succedere. Amo il calcio inglese ma vorrei anche tornare in Italia. Però voglio farlo da giocatore affermato».

 

@sandrobocchio

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