Operazione Rudiger. Sms per Marotta 

Dutt, ds dello Stoccarda: «Il nostro difensore è un asso. La Juve? Tanti top club lo vogliono: ma bisogna pagare...»

Operazione Rudiger. Sms per Marotta © firo Sportphoto AG ALDO LIVERANI

TORINO - Separati in casa. Almeno così sembra. Antonio Rudiger e lo Stoccarda sembrano destinati a dividersi e a farlo in tempi brevi. Il difensore centrale della nazionale tedesca, classe '93, nato a Berlino da padre tedesco e madre della Sierra Leone, solo ieri a ripreso ad allenarsi con la squadra che ha iniziato la sua preparazione lo scorso 29 giugno.

GIUSTIFICAZIONE - Nulla di grave per lo Stoccarda. Secondo il club tedesco, infatti, il giocatore sino ad ora si era allenato da solo semplicemente perché le sue condizioni fisiche, a causa di un piccolo infortunio, non erano al massimo e quindi questo gli impediva di poter essere a disposizione dell'allenatore Alexander Zorniger, che in più di una circostanza aveva mostrato la sua delusione per non poter avere da subito il difensore. Una versione che, però, non convince completamente.

DICHIARAZIONE - A renderla meno attendibile, infatti, sono state le parole di Robin Dutt, direttore sportivo dello Stoccarda. «Non abbiamo nessuna necessità e fretta di vendere Rudiger, visto che il suo contratto scadrà nel 2017. Sappiamo che alcuni top club europei lo stanno seguendo, viste le sue qualità. Ma è chiaro che per cederlo si dovranno accettare le richieste dello Stoccarda. Inoltre è nostro interesse capire cosa realmente vorrà fare il giocatore per poter programmare il resto del nostro mercato. Se il ragazzo dovesse andare via, dovremmo trovare un sostituto che abbia le sue stesse qualità. E dovremmo farlo per tempo, non all'ultimo momento».

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