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Di Campli: «Zero riconoscenza: per me Verratti non esiste più»
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Di Campli: «Zero riconoscenza: per me Verratti non esiste più»

L'ex agente del centrocampista: «Col Psg ho vissuto l’esperienza più brutta della mia vita. Se penso a tutto quello che c’è stato...»twitta

giovedì 18 gennaio 2018

TORINO - Il forum di Tuttosport diventa occasione anche per parlare con Donato Di Campli di Marco Verratti. Per la prima volta, da che è stato interrotto il rapporto di collaborazione tra i due. Di Campli è l’agente che ha scoperto il regista, gli ha fatto fare il grande salto, ma che poi è stato rimosso dall’incarico la scorsa estate, dopo che si era esposto in maniera netta allo scopo di provare a portare Verratti al Barcellona. L’amarezza è grande: «Col Psg ho vissuto l’esperienza più brutta della mia vita, nel nostro mondo non esiste riconoscenza, io ho avuto modo di constatarne l’assoluta mancanza. Se penso a tutto quello che c’è stato... Sono stato malissimo. Verratti? Per me non esiste più. Il problema è che io non mi sono battuto soltanto contro un club ma contro uno Stato. Sono finito spazzato via come un granello di sabbia». Più in generale, a proposito del fenomeno Psg, che appuno Di Campli ha avuto modo di conoscere in ogni sua sfaccettatura. «Nessuno sposterà Neymar da Parigi. E vale anche per gli altri. Lo sceicco ha potenzialità al di là di qualsiasi altro club e i giocatori sono in una sorte di prigione dorata a cui non vogliono rinunciare, perché quei contratti sono impossibili altrove. Dunque restano nonostante una verità: cioè che la Ligue1 è un campionato di marionette, esiste soltanto un club». Il discorso della prigione dorata finisce per coinvolgere anche Pastore, ambito anche da club italiani: «Sono stato anche in vacanza con Javier, è un ragazzo fantastico. E ovviamente non gli piace giocare poco, però con i contratti che ci sono lì a Parigi...». E proprio uno di quei contratti potrebbe firmarlo Antonio Conte, se non tornerà sulla panchina azzurra: «Il suo approdo al Psg è più di un’ipotesi - afferma convinto Franco Granello - Conte vuole vincere e Parigi è il posto dove avrebbe più possibilità: se il Psg uscirà dalla Champions varerà una rivoluzione e Antonio sarebbe l’ideale per guidarla».

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