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Marchisio, nuova dichiarazione d'amore per la Juve
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Marchisio, nuova dichiarazione d'amore per la Juve

Il centrocampista giura fedeltà assoluta: «Voglio rimanere»

 Paolo Pirisi e Marina Salvetti mercoledì 27 giugno 2018

TOIRINO - Una maglia cucita sulla pelle. Una maglia che viene prima di tutto. Forse anche più dell’ambizione di voler essere protagonista a tutti i costi. Claudio Marchisio, la Juventus, la sente dentro. E non è banale retorica visto che indossa la maglia juventina da quando aveva sette anni: in bianconero è cresciuto, in bianconero è diventato grande, in bianconero ha imparato ad essere un leader. Per amore della maglia, che ha difeso in ogni circostanza, ha anche messo a repentaglio la carriera, sacrificando gli Europei in Francia nel 2016. Ed è diventato straordinario paladino di juventinità. In Italia, in Europa e nel mondo. Però, da quel 17 aprile 2016, il giorno del maledetto infortunio durante Juventus-Palermo, gli orizzonti si sono accorciati drasticamente. E’ andata diversamente ad un suo idolo dichiarato, Paolo Maldini, che Marchisio ha ringraziato nel giorno del 50° compleanno per avergli insegnato che «il bacio sulla maglia è una cosa molto seria». L’ex capitano del Milan, dopo la parziale rottura del legamento crociato nella stagione 2001-2002, quella che lo avrebbe portato dritto al Mondiale nippo-coreano, è tornato più forte di prima. Riuscendosi a costruire una nuova carriera, ancor più vincente.

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L’INFORTUNIO MALEDETTO - Con Marchisio il destino non è stato così clemente dopo il crack al crociato. E ora, dopo due anni di ridimensionamento, il Principino non è più al centro del progetto tecnico di Massimiliano Allegri. Lo si è capito perfettamente nell’ultima stagione, che avrebbe dovuta essere quella del rilancio e invece gli ha regalato appena venti presenze (di cui dodici da titolare e mai nelle partite che contano). Eppure, a Sport Mediaset, Marchisio ha voluto ancora una volta ribadire lo stesso concetto di sempre: «Vorrei rimanere alla Juventus. Non ci siamo ancora parlati, lo faremo a luglio dopo le vacanze, ma sono ottimista. Spero di rimanere, poi vedremo, ma non ho avuto alcun contatto con altre squadre».

Una dichiarazione d’amore a tutto tondo, una volontà chiara, almeno a parole. Motivo per cui, fino a questo momento, Marchisio ha sempre tenuto a debita distanza le sirene provenienti dagli Stati Uniti. E anche quelle più recenti del Monaco. Nei prossimi giorni Stefano, il padre-agente del centrocampistaparlerà con la dirigenza bianconera, anche se i segnali provenienti dal campo - come quelli che arrivano dal mercato - sembrano sempre più difficili da travisare. Non è un caso che la Juventus sia andata a prendere Emre Can e sia interessata all’arrivo di un altro centrocampista, puntando su nomi altisonanti, da Sergej Milinkovic Savic a Paul Pogba, un top player che inevitabilmente andrebbe a occupare l’area di competenza di Marchisio.

Se il Principino vorrà ancora restare in bianconero, dovrà rassegnarsi a essere scavalcato nelle gerarchie e ad abbonarsi alla panchina in attesa della propria chance di giocare. Ma a Marchisio non spiacerebbe essere un uomo spogliatoio e tramandare ai nuovi arrivati il dna bianconero. Un collante fra la squadra e la tifoseria, rimasta orfana di Gigi Buffon, che ha incarnato il ruolo di capopopolo bianconero dopo la dipartita di Alex Del Piero. Per lui si ritaglia un ruolo da senatore che può dare manforte al neo capitano Giorgio Chiellini. Due, ancora oggi, restano le certezze: la prima è il contratto che lo lega alla Juventus fino al 2020 e che Marchisio ha intenzione di onorare. La seconda riguarda invece la volontà del giocatore stesso, disposto anche ad accettare la panchina pur di rimanere a Torino. Perché la maglia, per il Principino cresciuto a pane e Juve, conta più di qualche gettone da spendere altrove a 32 anni.

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