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Juventus, a tutto Cristiano Ronaldo: l'onnipresente
© Marco Canoniero
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Juventus, a tutto Cristiano Ronaldo: l'onnipresente

Nelle ultime stagioni di Real si gestiva, ma alla Juve ha cambiato tendenza: fermato soltanto dagli arbitri

sabato 17 novembre 2018

TORINO - I pochi detrattori dell’operazione Cristiano Ronaldo hanno messo nel mirino due fattori: i 105 milioni spesi per il cartellino e i 31 a stagione di ingaggio che la Juventus gli ha garantito per quattro anni. Critiche fondate su una convinzione: la carta d’identità di Ronaldo. L’accento sui 33 anni del portoghese è stato posto da tanti, che lo immaginavano come un campione che Allegri avrebbe dovuto gestire, dosandone sapientemente l’utilizzo. Ma dopo dodici giornate di campionato il campo ha emesso un altro verdetto: CR7, infatti, fa parte del battaglione composto dai ventotto giocatori finora capaci di totalizzare 1080 minuti, ovvero tutti quelli a disposizione. Da questa schiera vanno tolti undici portieri, così da rendere bene l’idea di quanto sia ristretta la cerchia degli stakanovisti. Come Cristiano solo altri sedici non hanno mai abbandonato, nemmeno per un minuto, il terreno di gioco. Ma un conto è giocare sempre, un altro è farlo come il fenomeno di Madeira. Raro esemplare al mondo in grado di fondere due parole che sembrano ossimori: qualità e quantità. Le avrebbe giocate tutte, se non fosse per l’assurda espulsione di Valencia, che gli ha anche pregiudicato la presenza contro lo Young Boys. La brillantezza di Cristiano Ronaldo è figlia di tanti fattori complementari.
Il primo di questi è la voglia di immergersi anima e corpo nel mondo Juventus: dopo aver vinto tutto con Manchester United e Real Madrid, aveva bisogno di sentirsi protagonista totale anche nel suo nuovo ambiente.

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