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Rinascita Icardi, ma sarà divorzio: Dzeko il suo erede
© Massimo Cebrelli/Ag. Aldo Liverani
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Rinascita Icardi, ma sarà divorzio: Dzeko il suo erede

Il patto con la società è finalizzato al raggiungimento della Champions: dopo di che, le strade si separeranno

venerdì 5 aprile 2019

MILANO - Si può essere professionisti anche senza essere amici. L’Inter l’ha (finalmente) dimostrato a Genova. Mai Mauro Icardi e Ivan Perisic - le cui posizioni, all’interno dello spogliatoio, restano agli antipodi - avevano dialogato come a Marassi, mai Maurito aveva parlato così poco (anche quando i compagni non lo servivano a dovere) e mai l’argentino aveva lasciato andare un pallone senza comunque provare a fare uno scatto. Atteggiamento che lo ha accomunato allo stesso Perisic, a Brozovic (i due croati erano stati tra i peggiori con la Lazio) e a molti altri compagni. Come chiedevano i tifosi, la squadra ha messo in un cassetto orgoglio, ripicche e antipatie assortite per presentarsi compatta davanti all’obiettivo che per tutti è riconquistare la Champions.

A fine stagione sarà comunque addio anche perché la vicenda ha lasciato tra le parti profonde ferite: Marotta, nella sua opera di ricostruzione, non sente il bisogno di avere interlocutori tanto mediaticamente ingombranti; mentre Icardi e Wanda hanno vissuto la decisione di togliergli la fascia da capitano come il primo passo verso la cessione e nulla faranno per non agevolarla anche se l’accaduto condizionerà evidentemente il prezzo di Icardi. Motivo per cui non ci sarebbe da stupirsi se l’Inter usasse l’argentino per arrivare a un altro top player (e tutti gli indizi in tal senso portano a Paulo Dybala). Marotta e Ausilio hanno anche le idee chiare sul possibile sostituto di Icardi, ovvero Edin Dzeko, il cui rapporto con la Roma è ormai totalmente deteriorato.

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