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Juve, Sarri fa felice Cristiano Ronaldo: gol e gioco offensivo
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Juve, Sarri fa felice Cristiano Ronaldo: gol e gioco offensivo

CR7 curioso di lavorare con il tecnico che valorizza gli attaccanti. Higuain, Mertens, Hazard: tutti da record sotto l’effetto dell’ex allenatore del Napoli. Il portoghese può esaltarsi

di Fabio Riva martedì 4 giugno 2019

TORINO - Non era esattamente il suo obiettivo primario, ma comunque Ronaldo non disdegna e rende atto di buon grado: è suo il gol più bello della Champions League 2018-19. Nello specifico, quello realizzato il 7 novembre contro il Manchester United, su assist di Bonucci (verticalizzazione in profondità tipica del centrale bianconero). Lo ha deciso la commissione tecnica della Uefa, che ha posto la perla di CR7 sul gradino più alto d’un podio completato dalla rete di Lionel Messi al Liverpool nella semifinale d’andata disputata il 1° maggio e da quella di Sadio Mané (ritorno degli ottavi di finale, 13 marzo contro il Bayern).


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L’aver superato proprio Messi rappresenta un valore aggiunto della cosa. Ma come anticipavamo, rispetto alle ambizioni di inizio stagione siamo al livello della “magra consolazione” in una Champions inusitatamente vista da spettatore a partire dalle semifinali in poi e conclusa con... appena (si fa per dire, nei casi d’un comune mortale, ma qui la situazione è diversa) 6 gol realizzati. Il capocannoniere Messi ne ha festeggiati il doppio, pur essendo uscito anche lui anzitempo.

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Ronaldo, obiettivo Champions League

Vien da sè, insomma, che Ronaldo - dall’alto della sua voglia di superare record e macinare vittorie - guardi alla prossima stagione come ad una occasione per rimettere le cose a posto. Oltre ad essere il giocatore che firma la prodezza più bella, vuole essere quello che ne firma di più e - soprattutto - che alla fine dei giochi alza la Coppa. Pertanto dal ritiro della Nazionale portoghese pensa innanzitutto a dare il massimo in vista della ormai imminente fase finale di Nations League (al via domani), ma non manca di seguire gli sviluppi della questione allenatore. E ovviamente non lo fa limitandosi soltanto a lggere i giornali, ma ha fonti assai più dirette.

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Sarri valorizza gli attaccanti

Anche in questo senso va letta la scelta di Maurizio Sarri come primo candidato alla panchina rimasta vacante dopo la rottura tra la Juventus e Massimiliano Allegri. Quello dell’ex partenopeo è un calcio organizzato maniacalmente, teso all’attacco, all’aggressione degli spazi nel quale gli attaccanti si esaltano e superano i limiti. Già Maccarone, in B con l’Empoli, ha sperimentato la cosa, poi Gonzalo Higuain (che con Sarri ha firmato il record assoluto di gol in Serie A nel 2015-16: 36) e, sempre al Napoli, ha fatto seguito Dries Mertens (nel 2016-17 28 gol in campionato e 34 in totale: primato personale).

Ultima dimostrazione d’efficacia dell’effetto Sarri sugli attaccanti l’ha data Eden Hazard, che ha chiuso la sua stagione con il Chelsea con un bottino di 21 gol stagionali (gli ultimi 2 dei quali in finale di Europa League).

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