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Wanda Nara: "Icardi? Non sarei più il suo agente se me lo chiedesse"

La procuratrice e moglie dell'ex capitano dell'Inter: "È lui che ha avuto il coraggio di scegliermi. Io non faccio soldi alle sue spalle, come fanno altri. Mi attaccano perchè è la cosa più semplice da fare"

venerdì 7 giugno 2019

MILANO - Wanda Nara, moglie e agente di Mauro Icardi, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano francese L'Equipe. L'ex capitano nerazzurro non gode più della fiducia dell'ambiente Inter e per la sua procuratrice sarà una estate di lavoro. Nell'intervista Wanda Nara tocca alcuni argomenti, partendo dagli aneddoti sulla conoscenza con Icardi: "Quando ho divorziato avevo 26 anni ed ero in Sicilia, gli ultimi due bimbi erano piccolissimi. Il divorzio in Argentina è mal visto, ma non c'era più fiducia nei confronti di Maxi. Nel frattempo Mauro è diventato un amico e ci siamo confidati, finendo poi insieme senza rendercene conto. Aveva sei anni meno di me - prosegue - sembrava improbabile. Ma mi ha detto subito che non voleva giocare con me, ma cercava una relazione seria. È un quarantenne in un corpo giovane”. 

Procuratrice

"Spesso mi ha chiesto consigli per le sue decisioni - rivela -, poi mi ha detto 'continua a fare tu', da lì sono diventata la sua procuratrice. Nel mio lavoro non ho mai avuto un manager, ai contratti ci ho lavorato sempre da sola. Dopo il liceo, infatti, ho studiato giurisprudenza e gestione aziendale e continuando a farlo anche durante le mie gravidanze. Io sono la moglie di Mauro, ma non ho interesse nel fare soldi alle sue spalle, a differenza di altri. Spesso infatti ho soprasseduto sulla mia commissione. Potrei rimanere a casa senza far nulla, ma non sarebbe un buon esempio per i miei figli. La scelta finale però è di Mauro: nonostante gli altri procuratori difendano i loro assistiti in tv, per me lui è uno dei migliori attaccanti al mondo, a prescindere dal fatto che io sia consulente o meno. Spesso gli agenti, padri o fratelli, dicono cose incredibili, hanno un vocabolario diverso da quello di una madre o moglie. Io stessa mi sorprendo quando una donna parla di calcio, siamo noi sessiste in primis e come agente non mi aspetto un trattamento diverso". Sugli attacchi ricevuti, come le parole di Giampiero Mughini rilasciate oggi: "Lo fanno perchè è la cosa più semplice, ma tutte le mie attività sono compatibili con il ruolo di agente. Faccio lo stesso lavoro da quando sono piccola, gli sponsor pagano perchè io lo faccia e non vedo cosa ci sia di male". Sulla sua vita privata insieme ad Icardi: "Questa è l'unica cosa seria. Io e Mauro abbiamo una quotidianità noiosa, lontana da quello che fanno gli altri vip. In discoteca non ci vedrete mai. La non chiamata in Coppa America un mio fallimento da agente? Se un giorno Mauro mi chiedesse di non rappresentarlo più, io lo farei. Essere sua moglie non dice molto su dime, ma molto di più su Mauro che ha avuto il coraggio di scegliermi".

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