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Sarri, Guardiola e il festival dei cialtroni
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Sarri, Guardiola e il festival dei cialtroni

di Tony Damascelli venerdì 14 giugno 2019

Raduno della Juventus. Dieci di luglio. Annuncio del nuovo allenatore: nove luglio, in tarda serata. La prima notizia è ufficiale. La seconda è un paradosso o provocazione. Scegliete come vivere e vi dirò chi siete. Succedono cose di questo mondo sull’erede di Massimiliano Allegri. Parole, parole, parole, spinte dallo scirocco che è un vento fetido, che ti si appiccica addosso come certe news, si usa dire e scrivere così, ma trattasi di balle colossali. I social sono latrine nelle quali ognuno è libero di collocare le proprie deiezioni. E’ il festival della cialtroneria, c’è gente, anche tra i cosiddetti cronisti, radio e tivvù e internauti, che non sa nemmeno che cosa significhi chiudere una pagina, affrontare una “lunga”, passare una notte in caserma o negli ospedali, attendendo la notizia, informandosi sull’accaduto. E’ gente che va per sentito dire e per sentito scrivere eppure dottoreggia, sentenzia, annuncia, preannuncia. Anche la fisiognomica serve a capire che il Lombroso poi non aveva tutti i torti.

Stando alla Treccani, guardiola è il casotto dove alloggiano le guardie. Nel caso nostro, purtroppo non ci sono le guardie ma il casotto sì e Guardiola ha la prima consonante maiuscola. Ne leggo di ogni, dal mattino a notte fonda, spuntano indiscrezioni, scoop che nemmeno quelli del Washington Post ai tempi del Watergate. Sarri è un povero naufrago alla deriva, gli scafisti delle notizie di giornata accompagnano lo yacht di Guardiola pur sapendo che si passerà dalla Pep-si alla Pep-no e non è un giochetto di parola. Potrei aggiungere Pep Pig con tutto quello che comporta la traduzione ma non voglio infierire su un esercito di volontari allo sbaraglio, di smarriti e scappati di casa, gentucola dal tweet facile, dal sussurro sempliciotto, dal nulla presentato come tanto, anzi come tutto. E’ davvero roba da matti, una corsa a chi la spara più grossa, per poter urlare “io l’avevo detto”. Ma che cosa stanno dicendo e stanno scrivendo? Bugie, menzogne, perché nessuno di questi zatteranti ha mai parlato con Andrea Agnelli, con Fabio Paratici, con Pavel Nedved, con Maurizio Sarri e con lo stesso Guardiola, perchè non saprebbero da dove incominciare, perchè non ne sono capaci, non hanno l’idea minima di che cosa fare e di quali domande porre e, soprattutto, non hanno alcuna esperienza di materia se non quella di ambulanti del mestiere, vucumprà della notizia, spacciatori della disinformazione. La Juventus procede nel silenzio e c’è un motto latino che spiega molto, se non tutto: “Festina lente”, affrettati ma lentamente, cioè con prudenza. Non è un ossimoro ma mi rendo conto che quest’ultimo sostantivo potrebbe provocare allergie al popolo di cui sopra. Buon divertimento.

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