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Juve-Rabiot, ci siamo: intesa totale con la madre-manager
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Juve-Rabiot, ci siamo: intesa totale con la madre-manager

Aspettando lo svincolo al 30 giugno, il quinquennale è pronto: arriverà gratis, come Ramsey

di Antonino Milone domenica 23 giugno 2019

TORINO - L’ultimo «oui, monsieur Paraticì» è stato pronunciato qualche giorno fa, a margine della vacanza che la famiglia Rabiot s’è concessa all’Argentario. Tempo un paio d’ore da percorrere lungo l’Aurelia a velocità non esagerata, quindi l’ingresso a Roma e il vertice programmato a telecamere rigorosamente spente tra la signora Véronique, madre-agente del giovane Adrien, e il responsabile del mercato della Juventus. Fabio Paratici e la donna si conoscono da anni - più di un lustro - e non c’è stato bisogno di chissà quali accorgimenti per indirizzare una situazione, una convinzione personale, quella del centrocampista francese: il suo «oui» è già storia e solamente una fragorosa giravolta cambierebbe le carte sul tavolo. Cinque anni di contratto, stipendio intorno ai 7 milioni netti a stagione: Rabiot è un nuovo acquisto pronto per Maurizio Sarri, purché madame Véronique non cambi idea.

Nel mercato i dietrofront non sono mai mancati: Paratici lo sa. Basterà aspettare al massimo i primi giorni di luglio, perché Rabiot formalmente è ancora un tesserato del Paris Saint-Germain fino alle ore 23.59 del 30 giugno. Serve grosso modo una settimana, a meno di un accordo lampo tra due parti che, tuttavia, si guardano reciprocamente con una certa ostilità da dicembre. Da quando, giorno 5, lo Strasburgo affrontò i campioni di Francia in trasferta e pareggiò 1-1 senza sapere che quello sarebbe stato un momento storico, a suo modo. Poi il nulla, solo allenamenti per Rabiot con la squadra riserve del Psg, messaggini rumorosi (come quel «Lavora duro e basta» comparso sul profilo Instagram con foto che lo ritraeva in palestra assieme a due compagni sconosciuti ai più) e un’attesa sfibrante.

Nel frattempo la signora Véronique portava avanti il proprio lavoro di “promozione” del suo pargoletto. Il Barcellona, fino a qualche settimana fa, sembrava essersi portato decisamente in pole, dopo che il Manchester United s’era limitato a un paio di sondaggi e la Roma aveva accarezzato il colpo prima che il mancato accordo con l’allora direttore sportivo Walter Sabatin non facesse saltare il banco. Rabiot, oggi, resta un signor giocatore. E’ vero, il campo gli manca da dicembre ed è reduce da una stagione mutilata da un rapporto con il Psg deterioratosi con il trascorrere delle settimane - due gol in 20 partite a bilancio - però è anche un ragazzo di 24 anni che non si è ancora espresso ai massimi livelli in carriera. Il suo 2019 sarà esclusivamente a tinte bianconere, visto che quest’anno a livello ufficiale s’è limitato a fare da spettatore.

Nei prossimi giorni, in assenza di cambi d’umore da parte del diretto interessato, il ragazzo atterrerà a Caselle, si recherà al J Medical per sostenere le visite mediche e in sede alla Continassa per firmare l’accordo fino al 2024, che prevederà anche una discreta commissione da corrispondere al suo entourage (si parla di dieci milioni, cifra forse un tantino esagerata). Così, dopo Aaron Ramsey, la Juventus potrà vantare al mondo l’arrivo di un altro colpo a parametro zero, l’ennesimo della gestione che porta il nome di Andrea Agnelli. Con il centrocampista gallese, curiosamente, Rabiot condividerà l’entità degli emolumenti: 7 milioni netti, bonus a parte. Il francese ne chiedeva 10, guadagnerà qualcosa in meno.

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