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A cosa serve Ibrahimovic se il Milan non decolla?
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A cosa serve Ibrahimovic se il Milan non decolla?

Per fare davvero un colpaccio di mercato a gennaio, non può restare nei bassifondi della classifica

domenica 17 novembre 2019

MILANO - Sottotraccia, senza tante esternazioni, il Milan continua a lavorare sull’ipotesi Zlatan Ibrahimovic a gennaio. Partendo da un dato certo e indiscutibile: lo svedese ha deciso di chiudere definitivamente la sua avventura negli Stati Uniti. E il modo con la quale l’ha conclusa (“Adesso che me ne vado potete tornare a guardare il baseball”, ha detto rivolgendosi ai tifosi) conferma che non ci sia la minima ipotesi di un ripensamento. Però, al tempo stesso, non c’è nemmeno certezza che effettivamente voglia continuare a giocare. E, se anche decidesse di non fermarsi ancora (ha compiuto 38 anni a ottobre), in quale campionato deciderà di approdare?  Insomma, le idee sono ancora parecchio confuse, ammesso e non concesso che davvero il Milan abbia superato le remore della proprietà sull’opportunità di ingaggiare un giocatore di esperienza, con un ingaggio adeguato ai suoi trascorsi. Dalla sede trapela un sostanziale via libera all’operazione, che tuttavia non è ancora entrato in una fase avanzata. Si attendo un incontro con Mino Raiola, storico procuratore dello svedese e con molti altri giocatori rossoneri nella sua scuderia. Diversi dei quali anche con problematiche contrattuali che consiglierebbero un incontro a breve con i dirigenti del Milan. Insomma, è probabile che qualcosa si possa sbloccare da un momento all’altro, ma per il momento tutto è congelato in attesa degli eventi.

La scelta

D’altronde, per quanto riguarda il Milan, non è detto che questo sia il momento più opportuno per sferrare l’assalto a Ibrahimovic. Perché significherebbe andare a proporsi come una squadra in quattordicesima posizione di classifica, più attenta a non scivolare nei meandri della retrocessione che a puntare in alto. E allora siamo sicuri che sarebbe ciò che lo svedese cerca? Forse non può aspettarsi che a 38 anni venga chiamato da un club che lotta per lo scudetto o per la Champions, però nemmeno andare a trascinare fuori dai bassifondi una squadra che appare senza futuro. Ecco perché il Milan deve darsi una mossa, e anche in fretta,m se davvero vuole sperare di convincere Ibrahimovic a condividere il progetto. In fondo, le alternative conosciute dello svedese partono sempre da posizioni di rincalzo.  Come si sa, è il Bologna, in questo momento, il rivale più accreditato del Milan nella corsa a Ibra, tutto merito di un rapporto davvero molto stretto che il giocatore ha con Sinisa Mihajlovic.

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