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Brescia, Corini riparte: "Con Cellino tutto chiarito"

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Il tecnico appena richiamato in panchina: "Balotelli? Solo giocando può ritrovare la condizione e il suo ruolo, ho sempre provato a proteggerlo. Dobbiamo dare segnali nelle prossime partite, bisogna ritrovare lo spirito che ci ha portato in Serie A"

Brescia, Corini riparte:
© LAPRESSE
martedì 3 dicembre 2019

BRESCIA - E' il giorno del ritorno di Eugenio Corini sulla panchina del Brescia. L'allenatore riprende il suo posto dopo l'infelice parentesi Grosso, durata tre giornate: "Per me è un giorno emozionante e gratificante. Innanzitutto voglio ringraziare la tifoseria per la grande vicinanza che mi ha dimostrato - ha esordito in conferenza stampa -. Domenica mi ha contattato il ds, ma gli ho detto che prima avrei dovuto parlare con Cellino, per chiarire le incomprensioni precedenti. Per le cose importanti bisogna lottare insieme, noi probabilmente non abbiamo avuto la giusta sinergia". "Queste settimane per me non sono state facili - ha proseguito -, potrei rispondere punto su punto, ma sarebbe deleterio, mi concentro sul fatto che il presidente mi ha richiamato, tutto il resto non sarebbe produttivo. Ora serve ridare dignità, oltre ad ottnere risultati. Di cosa ho parlato con Cellino? Di aspetti tattici, ma il 95% della chiacchierata è servito per capirsi meglio. Il presidente nel comunicato ha scritto di un nuovo inizio, l'unico modo per mantenere la categoria. Ce la possiamo fare solo stando insieme".

"Bisogna ritornare dentro la corsa salvezza"

"Le ultime tre partite? Saluto Fabio Grosso, che è stato mio compagno di squadra. Ho ritrovato una squadra fisicamente in salute, probabilmente i ragazzi hanno avuto difficoltà a reagire agli eventi. Reggere le difficoltà è un valore che pensavo avessimo consolidato, ma non voglio giudicare una gestione non mia. Stavo troppo male per vedere le partite, le ho riviste sempre dopo". Su Balotelli, sempre al centro delle polemiche: "Non pensiamo al suo futuro, il futuro è rappresentato dalle prossime quattro partite. Dobbiamo tornare dentro alla corsa salvezza. Servono risorse per restare attaccati al campionato, e può esserlo tutta la rosaDobbiamo dare segnali nelle prossime partite, serve non avere paura di niente e se non ti assumi i rischi non puoi ritrovare lo spirito che ci ha portato in Serie A".

"Balotelli? Se gioca ritrova ruolo e condizione"

"Quest'estate, dopo la promozione, c'è stato un momento in cui parlando con il presidente ho dato la mia disponibilità per allungare il contratto. Abbiamo avuto venti giorni particolari, dopo il colloqui decisivo ho presentato al presidente la possiblità di rassegnare le dimissioni. Per me la logica del progetto era dare solidità, è difficile parlare di obiettivi con un anno di contratto. Dando le dimissioni volevo fargli capire che non era un problema legato al contratto. In quel momento il presidente mi propone un prolungamento. Ho apprezzato, ma siccome mi aspettavo fosse fatto prima non ho accettato. La sentivo dentro questa squadra, ho avuto da parte della gente un grande senso di responsabilità, sono tornato per quello". "Cosa mi aspetto ora? In primis ritrovare noi stessi, giocheremo contro avversari forti ma il gap sarà sottile. Serviranno coraggio e voglia. Attaccanti? Donnarumma ha approcciato bene la categoria, Balotelli deve giocare per trovare condizione e ruolo. Loro sono finalizzatori, in certi momenti ritenevo non potessero giocare insieme. Con la Fiorentina Mario è rimasto fuori, io proteggo i miei giocatori, so cosa devo dire. Nel mio percorso ha fatto due gol, è sempre pericoloso, ma nella condivisione della fatica ha ampi margini di miglioramento. Torregrossa mi dà un'opzione in più, così come Ndoj" è la chiosa finale.

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