Juve, Paratici forza quattro: Kane si fa avanti ma Icardi intriga

In quattro nel mirino bianconero: tutti i pro e i contro. L’inglese macchina da gol, ma il fisico? Rebus Maurito. In ottica anche futura i colpi sono Gabriel Jesus e Werner. Uno è già pronto, l’altro è più un azzardo

TORINO - Mettiamola così: Fabio Paratici, nell’attesa, si dedica al... forza quattro. Non che il dg bianconero si dia ai giochi di società o da tavola, bene inteso. Il suo forza quattro, semmai, consiste nel cercare e valutare i giusti allineamenti e le mosse più utili a portare a casa uno dei quattro (e forti) attaccanti che sono appollaiati in vetta alla lista della spesa bianconera.

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Perché - se mai qualcuno avesse bisogno di un ripassino - la Juventus in ottica 2020-21 cerca innanzitutto una nuova spalla da affiancare a Cristiano Ronaldo e la cerca con caratteristiche ben precise: cerca un uomo d’area, un centravanti puro, che consenta a CR7 di giostrare sulla sua amata corsia sinistra senza che la cosa faccia perdere densità in avanti. Per capirci, un giocatore alla Karim Benzema (collega di reparto del portoghese ai tempi del Real) che non pesti troppo i piedi ma che la sua bella razione di gol la snoccioli con disinvoltura. Se poi quella spalla è under 30, meglio ancora 25enne o giù di lì, beh, il quadretto è completo visto che tra le priorità del nuovo progetto figura anche un rinverdimento della rosa.

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Tutti i pro e i contro degli obiettivi della Juve

Di profili del genere, che peraltro siano anche alla portata, non ve ne sono tantissimi. Ecco perché è cosa buona e giusta che Paratici prenda già la rincorsa in vista della maxi-sessione di mercato che potrebbe aprirsi ad agosto e chiudersi addirittura a novembre (secondo dettami Fifa). E del resto, non a caso, alcuni dei papabili bianconeri cominciano già a mandare chiari messaggi ai naviganti.

Ad esempio Harry Kane, comincia a mandare chiari messaggi ai naviganti. Fresche di rilancio e giro del mondo sono le sue affermazioni in merito al rapporto con il Tottenham: «Io amo gli Spurs, li amerò sempre, ma ho sempre detto che se avessi sentito che la squadra non stesse progredendo o andando nella giusta direzione non sarei rimasto tanto per restare. Sono un giocatore ambizioso, voglio migliorare e diventare uno dei top al mondo. Non posso dire che starò qui per sempre, ma nemmeno che non lo farò». Parole comprensibili, ancor di più tenendo a mente quanti titoli Kane abbia vinto con il Tottenham dal 2013 ad oggi: zero. Ci sta che uno degli attaccanti più forti del mondo, in tale contesto, cominci a sentirsi un po’ strettino. Kane ha una media realizzativa impressionante: 0,65 reti a partita nella sua esperienza al Tottenham, iniziata nel 2013. Con picchi di 41 gol in 48 partite (stagione 2017- 18). Oltre che dal fiuto del gol incredibile, è caratterizzato da un buon connubio di doti tecniche e possenza fisica grazie al quale è pericolosissimo di testa epperò sa anche proteggere palla o cavarsela nell’uno contro uno. Alla bisogna abbandona l’area di rigore, il suo regno, per decentrarsi o favorire l’inserimento dei centrocampisti. Insomma, il prototipo dell’attaccante moderno.

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