Juve, tre mesi da Khedira ma il futuro è Tonali

Il centrocampista sta per tornare alla Continassa. Il tedesco pianifica un intenso finale di stagione con l’assalto alla Champions. In prima fila per il futuro spicca il bresciano sul quale è forte il pressing dell’Inter

Juve, tre mesi da Khedira ma il futuro è Tonali© www.imagephotoagency.it

TORINO - E se tutto si concluderà a fine stagione, dopo un quinquennio ancor più intenso qualora i suoi muscoli fossero stati meno fragili, ci si saluterà senza sbattere la porta. Il rapporto tra Sami Khedira e la Juventus non subirebbe scossoni da un’eventuale separazione. A Torino il tedesco arrivò nell’estate 2015 da campione del mondo, liberato gratis dal Real Madrid come fosse un rottame di ventott’anni, e con i bianconeri s’è tolto le sue soddisfazioni. Ha convissuto con numerosi infortuni, che l’hanno costretto a saltare 78 partite da quand’è juventino, ma se in buone condizioni fisiche non si è mai tirato indietro. Poi siccome tutto finisce, può succedere che il club mediti un’operazione di forte ringiovanimento della rosa e punti forte su Sandro Tonali. Ma fino al termine di questa tormentata stagione il buon Sami vorrà essere di nuovo determinante per il destino dei campioni d’Italia.

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Ecco, a proposito della salute delicata dell’ex merengue: sono 17 le gare stagionali saltate da inizio dicembre, quando fu operato ad Augsburg per la “pulizia” del ginocchio sinistro, fino alla convocazione cui rispose presente in occasione di Juve-Inter dell’8 marzo. Tre mesi, come previsto, per provare a tornare il vero Khedira e dimostrarsi ancora insostituibile soprattutto sul palcoscenico europeo, dove la personale tripletta (Champions-Supercoppa-Mondiale per club) fu il suo miglior biglietto da visita nel 2015 per una squadra appena sconfitta dal Barcellona a Berlino. Il problema è che il tedesco ha faticato a garantire una certa continuità a livello di presenze, perché quanto al rendimento non c’è nulla di cui discutere: tutti i tecnici che l’hanno allenato - da José Mourinho a Carlo Ancelotti, passando per Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri - non ne hanno mai fatto a meno.

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