Torreira-Pereyra, il Torino ha un "motivo" in più

Entrambi possono rientrare nel Decreto Crescita e i granata risparmierebbero sull'ingaggio...

© EPA

Di Marco Bonetto

TORINO - È una ragione in più dietro all’assalto del Torino per Torreira. La medesima motivazione che rende doppiamente interessante anche l’operazione Pereyra. Tutto ruota attorno al decreto crescita del 2019, che ha rivisto il sistema delle agevolazioni fiscali. Quel decreto fu subito battezzato “Rientro dei cervelli”, pensando già solo ai tanti docenti e ricercatori italiani obbligati in questi anni a trasferirsi all’estero, per poter emergere: ma il decreto vale per tutti i lavoratori, dunque pure per i piedi dei calciatori. Anche quelli stranieri, purché abbiano residenza all’estero da almeno 2 anni. Il caso, appunto, di Torreira e di Pereyra: due profili sicuramente di qualità, che alzerebbero immediatamente l’indice di tecnica ed estro nel Torino.

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Torreira, un pallino di Giampaolo

Torreira, si sa, è il primo pallino di Giampaolo: il potenziale motore primo del suo rombo tattico di centrocampo. Il 24enne regista che con lui, nella Samp, esplose sino a meritarsi l’Arsenal. Che nel luglio del 2018 spese 30 milioni di euro per acquistarlo. Concedendogli un ingaggio di 3 milioni netti, sempre ragionando in euro e non in sterline. Come ben si sa, il regista uruguaiano è da tempo in rotta di collisione con il tecnico Arteta e ha chiesto di essere ceduto: vuole tornare in Italia, Giampaolo lo corteggia al telefono e il Torino si è già mosso per ingaggiarlo in prestito oneroso, rinnovabile per la stagione 2021-’22, con diritto di riscatto a cifre prefissate tra 2 anni.

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Una piattaforma pianificata anche dalla Fiorentina. E pure l’argentino Pereyra, oggetto dei desideri di Mazzarri quand’era al Toro, è nel mirino dei granata e dei viola (sondaggi pure della Lazio, a esser precisi). La mezzala 29enne, impiegabile pure da trequartista, è un altro elemento dai piedi buoni, capace di disegnare il gioco: Torreira da play basso davanti alla difesa, da metronomo di qualità, e Pereyra da mezzala tuttofare, o appunto da trequartista fra dribbling, inserimenti, assist. E anche l’ex centrocampista di Juventus e Udinese vuole tornare in Italia: oggi più che mai, col Watford (club in cui milita dal 2016) retrocesso nella B inglese. Entrambi sono già [...]

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