Toro, il solito Cairo fa venire i brividi a Giampaolo

Bella conferma: «Sirigu resta». Ma poi: «Già presi i giocatori fondamentali. Torreira? Non è detto»

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Roba da far venire i brividi a Giampaolo: come minimo. Per le incazzature vere, nel caso, aggiorniamoci a mercato chiuso, alle 20 e un minuto del 5 ottobre.

Cairo fa paura, quando parla così. Il solito Cairo: soprannominato dai tifosi braccino, in compenso ultradotato quando si tratta di mettere le mani avanti sul mercato. Come per invitare tutti alla calma e scongiurare assembramenti troppo vicini al suo portafoglio. Prego, allontanarsi. E giù le mani.

(Giampa, stai sereno: titolo già pubblicato nel recente passato, su Tuttosport. Sempre valido. Sì, Giampa, stai sereno: te lo ripete Cairo. E per fortuna che non ti chiami Enrico come quel Letta di renziana deflorazione).

Delle dichiarazioni presidenziali di ieri a margine dell’assemblea di Lega va subito sottolineata una bella conferma, una notizia ribadita a chiare lettere. Domanda: Sirigu resta? Risposta secca: «Sicuramente sì». Bene. Cogliamo coerenza, in questo caso. L’aveva già annunciato pubblicamente Vagnati durante la presentazione di Linetty e Vojvoda, il 28 agosto, «Sirigu resta al 100%». Cairo l’ha di nuovo certificato, benissimo così: per il Toro inteso come squadra e per l’ambiente inteso come tifosi non poteva esserci notizia migliore legata ai giocatori già in rosa, ovviamente dopo la già ultraconfermata permanenza di Belotti. Sotto l’ombrello del Gallo, un capitale sportivo e umano come Sirigu rappresenta insieme una colonna e un magnete: per il suo rendimento e per l’indice di popolarità nella tifoseria. Detto questo, ora mettiamo un punto, andiamo a capo e ricominciamo.

Altra domanda per Cairo. Sarà la stagione del cambiamento anche per il Torino? «Beh, sì. Noi abbiamo già fatto cambiamenti importanti. Abbiamo cambiato il direttore sportivo e l’allenatore, abbiamo acquistato 3 calciatori importanti per il mister: Linetty, in particolare. Direi proprio di sì, quindi». E Torreira, il regista che per Giampaolo rappresenta la prima scelta sul mercato? «Direi che i giocatori fondamentali per il mister li abbiamo già presi». Fondamentali? Due terzini e una mezzala? Fondamentali? E allora il regista che cos’è? Che cos’è il motore primo di tutta la squadra? Come denominare il metronomo del rombo di centrocampo di Giampaolo? Se Linetty e i terzini Rodriguez e Vojvoda sono fondamentali, allora il regista che manca che cos’è, addirittura un premio Nobel? Il primo uomo nello spazio? Un padre costituente? Oppure un santo? Le proporzioni sono queste. Senza dimenticare il fantasista: con i soli Verdi e Berenguer sulla trequarti, non è che si possa esattamente prenotare un viaggio sulla Luna. Tornando a Torreira, comunque: «Abbiamo un ventaglio di possibilità. Non concentratevi su uno in particolare, che poi magari non è quello giusto». Immaginate che gioia, per Giampaolo, scoprire a posteriori cotanto entusiasmo cairota: un inno alla doccia gelata.

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Cairo: "Sta nascendo un gran bel Torino"
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