Luis Suarez: "Non volevo lasciare l'Atletico. Ora cerco il club giusto"

L'attaccante uruguaiano deve decidere il futuro dopo essere stato messo alla porta dai Colchoneros: "Ho saputo che mi avrebbero mandato via solamente il giorno prima"
Luis Suarez: "Non volevo lasciare l'Atletico. Ora cerco il club giusto"© EPA

MADRID (Spagna) - Se ne va dopo due stagioni passate indossando la maglia dell'Atletico Madrid, Luis Suarez. L'attaccante uruguaiano è stato "congedato" dai Colchoneros e ha parlato di questa esperienza (e dei suoi piani futuri) in un'intervista a "El Larguero" della SER: "Adesso non ho fretta, sto aspettando che i bambini finiscano la scuola e poi prenderò la decisione migliore. Quella giusta per poter giocare e affrontare il Mondiale nelle migliori condizioni. Non ho ancora deciso, lo giuro. Ci sono tante proposte, tante possibilità. Ascolto tutti e non chiudo la porta a nessuno". A eccezione di esperienze come Stati Uniti, Cina o Qatar: "Non sono ancora nella mia testa. Non penso ai soldi adesso, ma a un alto livello per arrivare bene ai Mondiali. E quello è l'Europa. Ricevo molte chiamate pure da Messico, Brasile, Argentina".

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L'addio all'Atletico

Ecco perché se fosse dipeso da lui sarebbe rimasto volentieri all'Atletico Madrid: "Sì, mi sarebbe piaciuto. Sono stato felice di ricoprire un ruolo a cui non ero abituato, ma l'ho accettato bene. Sapevo anche che le aspettative erano sempre più alte, con compagni di grande livello, ma ero in grado di esaudire quanto mi chiedeva l'allenatore. Ma non c'è stata possibilità di proseguire insieme. Me l'ha comunicato Rafa Alique (il direttore della comunicazione del club) il giorno prima del mio addio. Mi ha detto che mi avrebbero mandato via. Non ne sapevo niente. Ho 35 anni, certo, e intuivo qualcosa. La mia risposta è stata 'beh, almeno qualcuno del club mi ha detto qualcosa'. Per il resto non ho parlato né con Simeone, né con Berta, né con Miguel Ángel Gil".

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Messi e Pallone d'Oro

Poi ha parlato della differenza tra lottare per un titolo a Barcellona o all'Atletico Madrid: "La differenza è nel modo in cui abbiamo festeggiato e ci siamo divertiti, così come il nervosismo che c'era prima delle partite. Ho avuto la fortuna di vincere con il Barça tanti titoli e non soffrivamo così (ride, ndr). Qui c'era tensione, nervosismo in allenamento, in partita... Ero abituato a scherzare con Messi e qui invece non si rideva. È la tensione della competizione. È speciale vincere un campionato all'Atletico Madrid. I tuoi compagni di squadra ti insegnano cosa sia questo club". Infine una battuta sul Pallone d'Oro: "Al gol di Benzema contro il Chelsea mi sono alzato dal divano per applaudirlo da tifoso. Come stagione meriterebbe il Pallone d'Oro. Ma per me sarà sempre per Messi il migliore al mondo. Poi anche Lewandowski e Salah hanno fatto un grande anno".

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