Torino, Vagnati con Juric: rinnovo anche per il dt!

Cairo vuole andare avanti con entrambi. Il dirigente ha il contratto in scadenza già nel prossimo giugno
Torino, Vagnati con Juric: rinnovo anche per il dt!© Manuela Viganti/Agenzia Aldo Liverani sas

TORINO - Dopo Ivan Juric, Davide Vagnati. Anzi, no: prima Vagnati, poi Juric. E così la gran partita dei rinnovi di contratto conosce una nuova puntata, dopo quella di ieri su queste colonne allorché svelammo le intenzioni di Urbano Cairo. Ovvero procedere al prolungamento contrattuale di Juric quantomeno sino al 2025, possibilmente da firmare già durante questa sosta per i Mondiali. Proposta formulata al tecnico nei giorni scorsi, pur non ancora nei dettagli economici più importanti, con ovviamente in azione in prima fila anche il dt del Torino («con Juric abbiamo intrapreso un percorso, ora speriamo di continuare insieme a lui e al suo staff. La retta via è tracciata e sarebbe molto importante proseguire»). Juric, si è scritto, aveva preso tempo nei giorni scorsi di fronte a cotanta mozione dei sentimenti: in verità calata su motivazioni ben più pratiche e realistiche, ai limiti della ragion di stato. Ivan può essere sì considerato da Cairo e Vagnati un insopportabile grillo parlante, un uomo spesso spigoloso e mai contento, ma si sta pur sempre dimostrando anche un re Mida, rispetto allo sprofondo del biennio precedente. Morale: tutti e due d’accordo, Cairo e Vagnati. Avanti con Juric, però con la necessità di blindarlo al più presto, se possibile, così anche da fugare possibili voglie di addio anticipato. Ivan ha chiesto garanzie (rinforzi già a gennaio, ambizioni migliori) e tutti e 3 torneranno a parlarsi prossimamente (in ogni caso, tra primi segnali già propositivi in andata e ritorno). Vedremo poi cosa deciderà il tecnico, alla fine. E il contratto di Vagnati?

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Qui, va detto, esiste e persiste anche un problema di urgenza strategica, diciamo così. Perché il legame del dt è in scadenza già al 30 giugno del prossimo anno (quello di Juric, invece, nel 2024) e affrontare il mercato di gennaio tra incertezze sul suo destino complicherebbe solo i piani, toglierebbe credibilità allo stesso Vagnati nelle trattative, lo indebolirebbe anche davanti ai giocatori già in rosa. Andare avanti con un dirigente dal ruolo così delicato e importante, ma dimezzato da una scadenza contrattuale sempre più vicina, sarebbe un errore fin masochistico per Cairo e per le esigenze di un Torino da consolidare e rafforzare. Dopo i tanti litigi e quella rissa di luglio tra Vagnati e Juric, man mano i rapporti sono tornati in un alveo di “normalità” tipicamente cairota, seppur tra le cicliche insoddisfazioni palesate dal tecnico. Vagnati, pur faticosamente, è riuscito man mano a recuperare un rapporto fecondo con Cairo e, nel contempo, a ripartire nel lavoro assieme anche con Juric. Dialoghi schietti, condivisione dei problemi, motivi di comprensione e partecipazione: quello granata è uno straordinario tavolino in equilibrio su tre gambe (e soltanto con Cairo possono accadere questi prodigi...). Non si sa bene come, però non solo sta in piedi, ma funziona persino: vedi i buoni risultati di questa stagione, persino migliori di quelli dello scorso campionato, quando la rosa era anche più completa (Bremer, Mandragora, Pobega, Belotti...).

Già a ottobre Vagnati aveva preso a viaggiare a destra e a manca per l’Europa in cerca di nuovi profili sia per gennaio, sia per la prossima estate. E in questo periodo è già molto attivo sul mercato, fra trattative con più giocatori granata in odor di rinnovo e i sempre più numerosi contatti con altri dirigenti di club, procuratori italiani e stranieri. Colloqui indirizzati in primo luogo a trovare rinforzi per gennaio (pur se, però, il dt non sa ancora quanto ampio sarà il budget a disposizione). Insomma, è un Vagnati quasi sempre presente al Filadelfia e in pista a 360 gradi, sempre più e meglio, quello che si nota da settimane. Il dt, favorevole al fianco di Cairo nello spingere per il prolungamento contrattuale di Juric, lavora ormai da parecchio tempo con ritrovata serenità e crescente fiducia. Il suo rinnovo contrattuale è già bell’e pronto, nei fatti. Sta a Cairo decidere quando schiacciare il pulsante: per cominciare dal dt, prima di andare all’assalto di Juric con il sorriso sulle labbra e un contratto nuovo pure per lui.

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