Juventus, il club continua a confermare Allegri ma quelle voci su Tudor…

Pesa il ricco contratto fino al 2025. Il divorzio solo con un accordo consensuale o irruzione di altre società. Il croato è apprezzato e conosce l’ambiente

Non sarà una Coppa Italia a spostare l’ago della bilancia, per quanto il trofeo quest’anno avesse signifi cati intrinsechi superiori al consueto in casa Juventus. E, infatti, non sarà la disastrosa prova di mercoledì sera a San Siro a sentenziare sugli scenari futuri della panchina bianconera. Perché alla Continassa non ritengono saggio prendere decisioni capitali sull’onda emotiva di 90’ di gioco e perché il discorso va ben oltre l’evoluzione questo fi nale di stagione. Tant’è che, a prescindere da tutto e a maggior ragione dalla resa senz’anima in casa dell’Inter, l’affresco più verosimile è quello che vede ancora Massimiliano Allegri alla guida della squadra. La società, al di là di un mese d’aprile in cui pare essersi accesa la spia della riserva, ha ancora fi ducia nelle qualità del tecnico livornese e apprezza come stia guidando il gruppo nel bel mezzo della tempesta. E poi... beh, poi c’è la questione non secondaria dell’oneroso contratto che lega Allegri ai colori bianconeri: un accordo da 7,5 milioni a stagione che non si estinguerà prima del 2025. L’offuscata prospettiva di un divorzio da qui all’estate, insomma, non può prescindere dall’irruzione di un altro club desideroso di assicurarsi i servigi dell’allenatore o da un’intesa consensuale tra le parti.

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La Juve vedrebbe di buon occhio il lancio di un nuovo progetto

In questo contesto, dunque, risulta evidente come l’aspetto squisitamente tecnico della vicenda rischi di scivolare in secondo piano. Anche se si tratta proprio di quello che potrebbe aprire una breccia, con il club bianconero che vedrebbe di buon occhio il lancio di un nuovo progetto che si adegui ai rinnovati parametri economici imposti dal periodo storico. Ecco allora perché, alla Continassa, si monitora con particolare attenzione la brillante annata all’Olympique Marsiglia di Igor Tudor, uno che da calciatore ha disputato 174 gare in bianconero e che, da vice di Pirlo, ha sollevato gli ultimi due trofei finiti nella bacheca societaria. La profonda conoscenza dell’ambiente, non a caso, è uno dei principali fattori a soffiare sulla candidatura del croato, al pari del gioco propositivo e aggressivo che il tecnico impone alle sue squadre. E che è alla base di una stagione in cui l’OM è attualmente secondo in campionato solo ai petroldollari del Psg, per altro anche estromesso dalla Coppa di Francia.

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Tudor e quelle parole sulla Juventus

Tudor, in questo senso, sembra rappresentare un profilo più aderente alle attuali esigenze del club rispetto all’esperto Gasperini, al costoso Conte e all’ambizioso Zidane, ma anche rispetto a un De Zerbi vincolato al Brighton da un contratto pluriennale e da una ricca clausola rescissoria. «Ho avuto la possibilità di giocare nel club più forte del mondo, ovvero la Juventus: quando le persone mi chiedono perché vince, rispondo che è perché scelgono le persone giuste al posto giusto e gli fanno fare quello che sanno fare», ha avuto modo di raccontare di recente Tudor durante un’intervista in Francia. Chissà se, mentre parlava, pensava anche a se stesso.

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Non sarà una Coppa Italia a spostare l’ago della bilancia, per quanto il trofeo quest’anno avesse signifi cati intrinsechi superiori al consueto in casa Juventus. E, infatti, non sarà la disastrosa prova di mercoledì sera a San Siro a sentenziare sugli scenari futuri della panchina bianconera. Perché alla Continassa non ritengono saggio prendere decisioni capitali sull’onda emotiva di 90’ di gioco e perché il discorso va ben oltre l’evoluzione questo fi nale di stagione. Tant’è che, a prescindere da tutto e a maggior ragione dalla resa senz’anima in casa dell’Inter, l’affresco più verosimile è quello che vede ancora Massimiliano Allegri alla guida della squadra. La società, al di là di un mese d’aprile in cui pare essersi accesa la spia della riserva, ha ancora fi ducia nelle qualità del tecnico livornese e apprezza come stia guidando il gruppo nel bel mezzo della tempesta. E poi... beh, poi c’è la questione non secondaria dell’oneroso contratto che lega Allegri ai colori bianconeri: un accordo da 7,5 milioni a stagione che non si estinguerà prima del 2025. L’offuscata prospettiva di un divorzio da qui all’estate, insomma, non può prescindere dall’irruzione di un altro club desideroso di assicurarsi i servigi dell’allenatore o da un’intesa consensuale tra le parti.

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