Juventus, ecco i tre piani per il ds: Giuntoli, Rossi o…

Giorni caldi per l’area sportiva del futuro: il dirigente del Napoli è una strada. Quello del Sassuolo più di un’idea. Ma c’è un’altra via: restare così
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La Juventus cerca l’incastro giusto per iniziare a scrivere il proprio futuro. Già, perché dal direttore sportivo dipendono i giocatori che dipendono dall’allenatore. E così via. In un circolo vizioso che ha bisogno un primo tassello certo per evitare di avvitarsi ancora a lungo su se stesso, dato che i movimenti nel sottobosco del mercato iniziano ben prima del via ufficiale alla sessione. Ma non è soltanto questione di scelte, in casa Juventus. Perché, questa volta più che mai, è anche questione di tempo. Quello necessario per risolvere finalmente l’enigma della giustizia sportiva, in particolare, così da poter disegnare il domani bianconero all’interno di confini agonistici definiti.

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Napoli, Giuntoli e il fattore ADL

E proprio questo è l’ostacolo principale in cui inciampa, al momento, la ricerca del nuovo uomo mercato, figura da individuare con ancor più urgenza dopo la conferma dell’inibizione a carico di Cherubini. Le suggestioni sul tema, alla Continassa, sono molteplici, ma non per forza in opposizione tra loro, appunto: ogni profilo vagliato si adatta un po’ più o un po’ meno ai possibili scenari che si potrebbero configurare per il club da qui al prossimo anno. La via più ambiziosa, al momento, è quella che conduce a Cristiano Giuntoli, tra i principali artefici della trionfale cavalcata del Napoli in campionato. Il direttore sportivo dei partenopei ha costruito una squadra in grado di dominare la Serie A partendo da presupposti che potrebbero essere del tutto simili a quelli che stilerà in estate la Juventus, intenzionata a sviluppare un mercato virtuoso in cui anticipare la concorrenza e valorizzare i giovani talenti più che avventarsi su profi li di primo piano ormai fatti e finiti. Ma la strada, in questo caso, è piuttosto tortuosa. L’impatto con l’ambiente bianconero da parte di una figura che tende a comandare e ad accentrare non sarebbe banale, in ogni caso – prima ancora – ci sarebbe da risolvere il dettaglio non secondario di un contratto con gli azzurri in scadenza soltanto tra un anno e mezzo. E di certo il vulcanico De Laurentiis non srotolerebbe i tappeti rossi per favorire il trasferimento del suo uomo di fiducia a Torino.

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La soluzione interna

Il sentiero opposto, ovvero quello del basso profilo, conduce invece a una soluzione interna, anche se la via – con il trascorrere dei giorni – pare essere sempre meno inflazionata. Difficile, insomma, che in estate si ripeta una situazione analoga a quella vissuta, in emergenza, nei mesi scorsi, con la lacuna lasciata da Cherubini di fatto tamponata grazie alla promozione di Manna in primo luogo e di Tognozzi in secondo.

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La Juve e il nuovo ds: se sceglie Max...

In mezzo, però, si apre tutto un ventaglio di soluzioni in via di valutazione, da quelle che conducono agli apprezzati Massara e Berta, però vincolati da accordi rispettivamente con Milan e Atletico Madrid, a quella che porta a Tare, invece in scadenza di contratto e in bilico alla Lazio. Ma il nome che sta prendendo quota, in questi giorni, è soprattutto quello di Giovanni Rossi, il cui vincolo con il Sassuolo si esaurirà nei prossimi mesi e il cui passato si intreccia a doppio filo con l’ambiente bianconero. L’attuale direttore sportivo dei neroverdi è un amico di vecchia data di Allegri (a proposito di puzzle da comporre...) e, a Vinovo, ha guidato il settore giovanile dal 2010 al 2013. Il suo nome non vanta forse la medesima eco di quello di alcuni profili coinvolti nel casting bianconero, ma la sua figura potrebbe incastrarsi nel nuovo domino in maniera decisamente funzionale.

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La Juventus cerca l’incastro giusto per iniziare a scrivere il proprio futuro. Già, perché dal direttore sportivo dipendono i giocatori che dipendono dall’allenatore. E così via. In un circolo vizioso che ha bisogno un primo tassello certo per evitare di avvitarsi ancora a lungo su se stesso, dato che i movimenti nel sottobosco del mercato iniziano ben prima del via ufficiale alla sessione. Ma non è soltanto questione di scelte, in casa Juventus. Perché, questa volta più che mai, è anche questione di tempo. Quello necessario per risolvere finalmente l’enigma della giustizia sportiva, in particolare, così da poter disegnare il domani bianconero all’interno di confini agonistici definiti.

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