La filosofia di Comolli che piace ai tifosi
Un caso o semplicemente una mancanza di opportunità in quest’ultima sessione? Difficile crederlo: la risposta al quesito è più complessa ed è inevitabile cogliere una strategia precisa, dovuta anche al sistema di scouting e di valutazione che Comolli utilizza da anni e che ha portato pure a Torino. Una filosofia chiara che non dispiace nemmeno a un consistente fetta della tifoseria bianconera, che spesso ha rimproverato alle gestioni precedenti l’aver sostenuto l’economia della Serie A ricevendo in cambio - questa è la linea dell’opinione pubblica juventina - spesso trattamenti non proprio di favore dal sistema calcio italiano in generale. Quello di Comolli è un segnale di rottura con le gestioni del passato sia nella filosofia di scelta sia nella metodologia, in attesa di rinforzare ulteriormente il team societario con l’arrivo di un nuovo direttore sportivo che, per ammissione dello stesso dirigente francese, arriverà presumibilmente in autunno. E al di là dei sondaggi di giugno per Osimhen (Napoli, poi finito al Galatasaray) e quelli più approfonditi per Leoni (Parma, poi passato al Liverpool), Comolli non ha intavolato e portato avanti trattative approfondite per profili di Serie A. Un segnale da, eventualmente, confermare nella sessione invernale di gennaio.

