Pagina 1 | Maignan, c'è anche la Juve: il primo accordo e la retromarcia del Milan

Maignan, c'è anche la Juve: il primo accordo e la retromarcia del Milan© © Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani

Mike Maignan è stato l’eroe assoluto della vittoria del Milan nel derby di domenica sera, non solo per le parate del primo tempo su Marcus Thuram e Lautaro Martinez, ma soprattutto per il rigore respinto da Hakan Calhanoglu che ha permesso ai rossoneri di mantenere il gol di vantaggio siglato da Christian Pulisic e di arrivare al traguardo della vittoria. Maignan, con l’arrivo di Massimiliano Allegri in panchina e di Claudio Filippi come preparatore dei portieri, è tornato a livelli altissimi in questa stagione e i due rigori parati in campionato (l’altro a Dybala in Milan-Roma) sono un segnale del processo evolutivo dell’estremo difensore francese.

Maignan in scadenza

Ma dietro a questo scenario di grande esaltazione c’è, a far da contraltare, una situazione contrattuale non altrettanto rosea. Maignan andrà a scadenza il 30 giugno 2026 e la situazione legata al suo rinnovo è congelata da mesi. Il Milan, tra gennaio e febbraio, aveva raggiunto un accordo verbale per un triennale da 5 milioni ma alcune partite non al top, tra cui quelle del playoff di Champions League contro il Feyenoord, fecero venire molti dubbi a Furlani e Moncada tanto da mettere tutto in standby.

Milan, retromarcia Maignan

Questa retromarcia indispettì Maignan e il suo entourage, tanto è vero che a giugno, nella mini finestra di mercato per le squadre impegnate al Mondiale per Club, il Chelsea andò in forte pressing per prenderlo mettendo sul tavolo 15 milioni, ma il Milan – che nel mentre aveva visto l’ingresso di Tare come ds – ne chiese almeno 10 in più vanificando la volontà dei londinesi e del giocatore stesso, che avrebbe gradito la cessione. Il dialogo avuto con Allegri ha poi convinto Maignan a rimanere e a dare tutto in campo, ma la situazione con la dirigenza è sostanzialmente rimasta la stessa.

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Juve, Premier e Psg

Tutti ora invocano un dietrofront degli abitanti del quarto piano di Casa Milan nei confronti di Maignan, i compagni di squadra tifano per far si che le parti ricompongano uno strappo quasi totale, ma servirà la volontà di entrambe le parti per cercare di rimettere tutti attorno allo stesso tavolo. Il carattere molto forte di Maignan non sarà facile da smussare sul tema, ma Tare sicuramente vuole provare a fare un ultimo tentativo prima di gettare la spugna e di lanciarsi alla ricerca dell’erede di Mike che, a febbraio, potrebbe già prendere accordi con il suo prossimo club. Gli occhi della Premier sono sempre puntati su di lui e occhio pure al Psg (nel derby c’era Al-Khelaïfi in tribuna) ma anche in Italia potrebbe esserci il possibile interessamento della Juventus, anche se una proposta inglese potrebbe essere decisamente più ricca rispetto a quella di un club italiano. Per Tare e Furlani l’impresa di blindare Maignan così come lui sta blindando la porta rossonera è molto ardua.

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Mike Maignan è stato l’eroe assoluto della vittoria del Milan nel derby di domenica sera, non solo per le parate del primo tempo su Marcus Thuram e Lautaro Martinez, ma soprattutto per il rigore respinto da Hakan Calhanoglu che ha permesso ai rossoneri di mantenere il gol di vantaggio siglato da Christian Pulisic e di arrivare al traguardo della vittoria. Maignan, con l’arrivo di Massimiliano Allegri in panchina e di Claudio Filippi come preparatore dei portieri, è tornato a livelli altissimi in questa stagione e i due rigori parati in campionato (l’altro a Dybala in Milan-Roma) sono un segnale del processo evolutivo dell’estremo difensore francese.

Maignan in scadenza

Ma dietro a questo scenario di grande esaltazione c’è, a far da contraltare, una situazione contrattuale non altrettanto rosea. Maignan andrà a scadenza il 30 giugno 2026 e la situazione legata al suo rinnovo è congelata da mesi. Il Milan, tra gennaio e febbraio, aveva raggiunto un accordo verbale per un triennale da 5 milioni ma alcune partite non al top, tra cui quelle del playoff di Champions League contro il Feyenoord, fecero venire molti dubbi a Furlani e Moncada tanto da mettere tutto in standby.

Milan, retromarcia Maignan

Questa retromarcia indispettì Maignan e il suo entourage, tanto è vero che a giugno, nella mini finestra di mercato per le squadre impegnate al Mondiale per Club, il Chelsea andò in forte pressing per prenderlo mettendo sul tavolo 15 milioni, ma il Milan – che nel mentre aveva visto l’ingresso di Tare come ds – ne chiese almeno 10 in più vanificando la volontà dei londinesi e del giocatore stesso, che avrebbe gradito la cessione. Il dialogo avuto con Allegri ha poi convinto Maignan a rimanere e a dare tutto in campo, ma la situazione con la dirigenza è sostanzialmente rimasta la stessa.

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