L’Italiano non passa mai di moda. Le settimane in arrivo saranno quelle di Vincenzo Italiano, che ha saputo rilanciare il Bologna nel momento di maggior difficoltà del suo biennio al timone della formazione rossoblù. Per la prima volta, dopo l’eliminazione per mano della Lazio in Coppa Italia, erano piovute delle critiche nei confronti del tecnico nato a Karlsruhe. Neanche il tempo di metabolizzarle che Win-cenzo, come l’hanno soprannominato i tifosi, ha risposto alla sua maniera e nel modo che gli è più congeniale, ovvero vincendo. Tre vittorie di fila in campionato per riportare il club emiliano a sole 6 lunghezze di distanza dalla zona coppe. Un tris di successi inframezzati dal passaggio del turno in Europa League contro il Brann che è valso agli emiliani il pass per gli Ottavi di Finale della competizione.
Bologna-Verona: per Italiano una sfida tra obiettivi europei e ricordi
All’orizzonte si staglia la settimana prossima lo scontro fratricida con la Roma per provare a sognare ancora più in grande a livello internazionale. Missione possibile per chi alla guida della Fiorentina aveva centrato due finali di Conference League. In campionato, invece, domenica al Dall’Ara la squadra bolognese ospiterà quel Verona che rappresenta un pezzo di cuore per Italiano. In maglia gialloblù Vincenzo ha giocato per 11 anni dal 1996 al 2007, indossando a lungo pure la fascia da capitano. Eppure dopodomani non ci sarà tempo e spazio per i sentimenti: al Bologna servono i tre punti per continuare a inseguire un piazzamento in Europa. Una vittoria che al contempo affosserebbe (quasi) definitivamente l’Hellas, condannandolo di fatto alla retrocessione.
Futuro Italiano: Napoli e Milan tra le possibili destinazioni
Il finale di stagione sarà importante a trecentosessanta gradi per Italiano, il cui nome appare destinato a infiammare il possibile valzer degli allenatori. Non è un mistero, infatti, che De Laurentiis sia un suo grande estimatore e potrebbe tornare alla carica in estate, nel caso in cui il Napoli e Conte decidessero di non proseguire insieme. Già prima delle nomine di Spalletti nel 2021 e Conte nel 2023 Italiano era stato tra i papabili per la panchina azzurra. Chissà che stavolta non possa essere la volta buona. Occhio pure al Milan: il Ceo Furlani lo stima molto e l’anno scorso aveva accarezzato l’idea di affidargli la rifondazione rossonera prima dell’ingaggio di Allegri. Se quest’ultimo dovesse farsi allettare dalle sirene madrilene, a quel punto il Diavolo potrebbe virare sul tecnico di Ribera. Con Italiano pronto ad alzare nuovamente l’asticella dopo l’incredibile parabola che l’ha visto nel giro di due lustri volare dall’Arzignano (dove vinse i Playoff di Serie D) al trionfo in Coppa Italia lo scorso 14 maggio. In mezzo le promozioni con Trapani (dalla C alla B) e Spezia (portato in Serie A e poi salvato brillantemente) preludio al triennio ruggente di Firenze, dove si è qualificato per 3 anni su 3 in Europa collezionando altrettante finali tra Conference e Coppa Italia, e al decollo col Bologna.
