Pagina 2 | Milik, infortunio e addio alla Juve: lesione muscolare, stagione finita e risoluzione contrattuale

TORINO - No, non è decisamente l’Arcadia il territorio che Milik sta frequentando con sgradita assiduità in questa fase professionale. Arkadiusz di nome e di suggestione classica ma meno che mai di fatto, visto che non riesce a uscire dal sentiero minato da infortuni che lo ha costretto a recarsi con inesausta regolarità al JMedical, luogo ospitale ma di certo non arcadico. A riportarcelo, giusto ieri, è stato un guaio muscolare - una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra - che sancisce di fatto la fine della sua stagione e, di conseguenza, il mesto addio alla causa juventina. Difficile, del resto, che vi siano margini di recupero, considerato che il prossimo appuntamento al centro medico della Continassa è stato fissato tra 10 giorni per un controllo.

Milik, 34 minuti in due anni

E, insomma, anche questa volta i segnali di un possibile finale in crescendo si sono rivelati un estemporaneo fuoco di paglia che ha illuminato i dolori del suo ultimo scorcio di carriera. Un periodo, peraltro, tutt’altro che breve visto che nelle ultime due stagioni è sceso in campo solo per 34 minuti, quelli che gli ha fatto giocare Luciano Spalletti contro il Sassuolo prima e contro il Genoa poi. E già gli 11 minuti opposto agli emiliani, in coppia con Vlahovic come era già successo ai tempi di Allegri in panchina, incrementarono i rimpianti per non avere potuto disporre di un giocatore che, tra tutti quelli in rosa, ha nelle proprie corde tecniche le migliori movenze da centravanti. Ma i malanni sono spesso i migliori marcatori che si possano incontrare in carriera e, purtroppo, Milik ha dovuto affrontare quelli più duri. A cominciare dal 2016, quando in Nazionale si ruppe il legamento crociato del ginocchio sinistro privando il Napoli, che lo aveva acquistato in estate, dei suoi servigi per quattro mesi. Un lungo recupero che, però, non gli è bastato a evitare un altro pesantissimo ko nel settembre del 2018: a cedere, quella volta, fu il crociato del ginocchio destro a sostanziare una preoccupante costante per chi, di mestiere, fa il giocatore di pallone. Segnali inquietanti che, per fortuna, non ebbero immediati riscontri fattuali, tanto che Milik ha potuto giocare con continuità di rendimento le ultime stagioni napoletane incappando, casomai, in finale nel braccio di ferro contrattuale con il club azzurro.

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Juve, la sfortunata esperienza di Arkadiusz in bianconero

Dopo la parentesi di un anno e mezzo al Marsiglia, affrontata con buona continuità fisica, ecco il passaggio alla Juventus nell’estate del 2022. La prima stagione in bianconero è stata positiva, al punto da convincere i dirigenti a pagare il riscatto di 6 milioni e mezzo. Un investimento che si è confermato adeguato anche nella stagione successiva. L’avversario più temibile, però, era in agguato e ha piazzato l’entrata decisiva nel giugno del 2024 quando, ancora una volta in Nazionale, il suo già martoriato ginocchio sinistro ha ceduto di nuovo. E, purtroppo, a posteriori si può ben sostenere che si sia trattato del colpo definitivo: un paio di operazioni e le conseguenti difficoltà di recupero hanno segnato l’amaro epilogo.

La convocazione contro la Roma, il 20 dicembre scorso, era arrivata dopo ben 547 giorni dall’ultima volta in cui aveva indossato la maglia bianconera. Ma dalla speranza di una possibile rinascita, qualche mese dopo ci tocca invece raccontare l’epicedio dell’avventura di Milik, chissà se di quella sportiva, ma di sicuro con la Juventus visto che a fine stagione il club e l’attaccante polacco scioglieranno il contratto. Del resto sarebbe davvero dura “far finta di essere sani” fino al giugno del prossimo anno. Che peccato, però. 

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