Raccontano che Oliver Glasner si sia preparato per bene prima di incontrare a Zurigo la delegazione rossonera guidata da Gerry Cardinale. Il timing, peraltro, è stato inappuntabile: ieri - giorno dell’incontro con il Milan - l’allenatore tedesco ha postato il suo messaggio di addio al Crystal Palace che, letto con occhi diversi, può suonare come manifesto programmatico sul punto di caduta della sua missione italiana: “Ciò di cui sono più orgoglioso è far parte di una squadra che abbiamo costruito insieme. Abbiamo creato una mentalità che ci permette di competere. Questo non significa vincere ogni singola partita, ma abbiamo dimostrato che il Crystal Palace può lottare contro le migliori squadre, sia in patria che in Europa”. Già, e Glasner è stato capace di vincere una FA Cup (in finale con il Manchester City), un Community Shield (battendo il Liverpool ai rigori) e conquistare la Conference League nella finale di Lipsia col Rayo Vallecano. E lo ha fatto - dato per nulla secondario da considerare - giocando con un 3-4-2-1 non dissimile al 3-5-2 con cui il Milan ha giocato nell’ultima stagione, il che permetterebbe al club di non fare rivoluzioni sul mercato. Glasner è un candidato forte anche perché, nonostante sia stato indicato da Rangnick, il suo arrivo non è legato a quello di quest’ultimo come direttore tecnico.
Rangnick divide la dirigenza: Ibrahimovic frena
Sulla figura dell’attuale ct dell’Austria tra Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic non ci sarebbe piena identità di vedute. Perché lo svedese, che vedrebbe bene addirittura Kirovski come ds (l’amico di Zlatan è arrivato per guidare Milan Futuro che oggi gioca nei dilettanti dopo la retrocessione di un anno fa), sarebbe allergico all’idea di un Rangnick con pieni poteri, grazie a un esercito di una decina di fedelissimi che prenderebbero possesso di tutti gli organi vitali del club. Al momento però Ibra resta in minoranza e difatti per oggi è previsto un nuovo contatto con il ct dell’Austria, probabilmente per relazionarlo circa il colloquio con Glasner. Entro la fine della settimana il triunvirato rossonero potrebbe incontrare anche un altro papabile, vale a dire Matthias Jaissle che però - fatto di cui tenere conto - andrebbe liberato dall’Al-Ahli tramite il pagamento di una cifra tra i 6 e i 7 milioni. Chi invece ha allentato i legacci con il mondo arabo è Ramon Planes che da ds è diventato advisor esterno dell’Al-Ittihad, mossa che potrebbe fare da preludio per un ruolo nel Milan. Planes, a differenza di Rangnick, non ha impegni legati al Mondiale e - va sottolineato - il suo approccio in società sarebbe meno totalizzante rispetto ai progetti del ct austriaco. Quindi, nonostante il suo candidato ideale sia Mauricio Pochettino (pure lui in tutt’altre faccende affaccendato) nulla vieterebbe che possa agire in ticket con Glasner.
Allenatore Milan, resta viva anche la pista Arne Slot
Sullo sfondo resta anche la pista che porta ad Arne Slot che va tenuto sempre vivo per almeno due ottimi motivi: il primo è perché è libero, il secondo è legato al fatto che a gestirlo sia Rafaela Pimenta i cui rapporti con Ibra - ça va sans dire - sono ottimi. Slot però vuole chiarezza e garanzie sul progetto e potrebbe non essere considerato l’uomo giusto per prendere un progetto che deve essere ricostruito dalle fondamenta, per giunta senza poter contare per la seconda stagione di seguito sugli introiti garantiti dalla Champions League. Tra le poche certezze nel mondo Milan c’è comunque il fatto che Ibra alla fine della settimana volerà negli Stati Uniti per iniziare la sua collaborazione con Fox Sports per il Mondiale, dove sarà commentatore.
