Nico Paz-Inter: è il giorno! Ma serve l’assist del Real. Per la fascia si studia la soluzione low cost 

Il Como a Madrid per tenere l’argentino. Se il Real esercita la “recompra” i nerazzurri tornano in gioco. Marotta ha le risorse per il super colpo tra i soldi non spesi per Palestra e quelli a budget per Jones

MILANO - Si è chiusa una porta, per l’Inter, ma potrebbe aprirsi un portone. Quanto è accaduto sull’asse Milano-Bergamo-Londra per Marco Palestra è già storia, mentre oggi se ne scriverà un’altra di storia, quella legata al futuro di Nico Paz. Riavvolgiamo il nastro: Carlalberto Ludi, direttore sportivo del Como, è atteso negli uffici del Real Madrid per trovare un accordo con la controparte sull’argentino. A scompaginare i piani la comunicazione arrivata dalla Casa Blanca sulla volontà di esercitare la “recompra” per il trequartista. Il Real però si è detto disposto a lasciare l’argentino al Como ma soltanto qualora venga acquistato per 60 milioni: gli spagnoli - per non perdere il controllo sul giocatore - metterebbero una recompra alzata fino ad arrivare a 80. Problema è che l’operazione sballerebbe i conti del Como (che, giocando in Europa, dovrà sottostare al fair play Uefa) e che andrebbe a inficiare i patti già in essere tra le parti che prevedono la possibilità per il Como di tenersi Nico Paz per un’altra stagione senza necessità di doverlo acquistare. Il Real però vuole finanziare la campagna acquisti grazie al cartellino dell’argentino e ci sarebbe da stupirsi se cambiasse idea.

O Nico o Jones

Almeno è quello che sperano a Milano. Perché - al contrario - molto è cambiato a latitudini nerazzurre. Oggi infatti l’Inter, per effetto del golpe del Chelsea su Palestra, ha già le risorse per arrivare a Paz senza necessità di vendere: in cassa ci sono i 45 milioni destinati all’italiano, più - idealmente - i 25 offerti per Curtis Jones, il cui acquisto non sarebbe più necessario qualora arrivasse l’argentino. Al di là dei ragionamenti strettamente economici, l’acquisto di Nico Paz cancellerebbe i malumori tra i tifosi seguiti al mancato arrivo di Palestra e, soprattutto permetterebbe al fondo Oaktree di assicurarsi quel colpo mediatico che insegue dall’estate scorsa, quando vennero fatti dei sondaggi - poi rimasti tali - per Nico Williams. L’argentino, per età, classe, ambizione, unisce tutto ciò che cerca il fondo americano per farne il simbolo dell’Inter. Un’Inter che dovrebbe giocoforza cambiare abito, a menos che Cristian Chivu non intenda utilizzare Nico Paz come mezzala di qualità alla Luis Alberto. Alternative potrebbero essere il 3-4-1-2 o 3-4-2-1 sistemi di gioco che necessiterebbero un ambientamento più rapido per l’argentino.

L'alternativa low cost di Marotta

Perché - quasi superfluo sottolinearlo - un giocatore pagato 60 milioni non può che essere titolare e imprescindibile. Strettamente correlati a quanto succederà oggi a Madrid sono i ragionamenti sull’esterno. Perché un conto sarebbe spendere il tesoretto per l’argentino, un altro avere ancora a disposizione i soldi messi a budget per Palestra. Il ventaglio delle ipotesi resta aperto: qualora arrivasse Paz, potrebbe farsi strada la soluzione di un esterno “low cost”, tipo Dodò che ha un solo anno di contratto con la Fiorentina ed è valutato 15 milioni (sarebbero già stati fatti i primi sondaggi). Altra soluzione interessante da quel punto di vista sarebbe uno scambio Frattesi-Cambiaso con la Juve (con conguaglio a favore dei bianconeri) senza dimenticare Norton-Cuffy, già bloccato a gennaio in caso di partenza di Dumfries. Se il sogno Paz dovesse rimanere tale, l’Inter potrebbe alzare l’asticella e puntare a fare un’offerta per Moussa Diaby (già trattato a gennaio con l’Al-Ittihad) oppure Ndoye, vecchio pallino di Ausilio o Kayode che il Brentford valuta 40 milioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato