"L'Inter porti rispetto" e il caso Palestra: due beffe in quattro giorni, cose da Paz!

Il colpo di Suwarso e il voltafaccia dei Percassi verso Marotta dimostrano come sul mercato stiano cambiando i rapporti di forza

«So che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono. Una cosa la so sicuramente: Nico Paz non giocherà nell’Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l’anno prossimo». L’anatema Cesc Fabregas lo aveva lanciato a fine maggio: è stato di parola. Con una vera e propria prova di forza, il Como ha deciso di acquistare l’argentino, facendo valere la prelazione che gli aveva concesso il Real Madrid che otterrà quello che aveva chiesto: il cartellino è stato valutato 60 milioni (pagabili in 4 annualità), con annessa nuova recompra a 80 milioni che varrà nell’estate 2027 e una importante percentuale sulla rivendita.

Mercato Inter, doppia beffa

Dopo il golpe del Chelsea su Palestra, l’Inter ha dovuto digerire un altro boccone amarissimo. Vero è che i nerazzurri strategicamente si erano tenuti fuori dai giochi per Paz, ma - alla luce dei rapporti tra Marotta e Florentino Perez, del corteggiamento del vicepresidente Zanetti sul ragazzo grazie all’amicizia con papà Pablo (quello che più ha fatto arrabbiare Fabregas), degli apprezzamenti di Chivu e dei dirigenti verso l’argentino - tutto faceva pensare che i campioni d’Italia avrebbero risposto al mancato acquisto di Palestra con quel botto atteso pure da tutti i tifosi.

Invece così non è stato e, quanto accaduto, dimostra come sia cambiato il mercato rispetto a un tempo: l’Atalanta non si è fatta scrupoli nel vendere Palestra al Chelsea sbattendo un portone in faccia agli amici (?) dell’Inter; mentre il Como ha messo a segno un colpo che ha ricordato la grandeur morattiana, forte del carisma di Fabregas e delle sterminate risorse della proprietà indonesiana che nella prossima stagione potrà garantire la vetrina della Champions League alle tante stelline presenti in squadra.

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Chivu, Palestra e il peso delle scelte

Particolarmente grave, per i piani di Chivu, è stato quanto accaduto per Palestra perché c’era la necessità di sostituire un titolarissimo (Dumfries) finito - caso vuole - al Real Madrid. L’acquisto dell’esterno era obiettivo primario nonché l’unico giocatore espressamente richiesto dall’allenatore a chi governa la società ma i tempi di un club governato da un fondo di investimento spesso non coincidono con quelli del mercato che necessitano di scelte da prendere in tempi brevi. Nel caso di Nico Paz molto del merito va ascritto a Fabregas, divenuto una sorta di “padre calcistico” per il ragazzo. Il fatto che nelle sue stories sui social si fosse fatto immortalare con la divisa della nazionale argentina e il cappellino del Como era apparso già come un manifesto del suo pensiero prima che deflagrasse la notizia del suo acquisto da parte del presidente Suwarso (va ricordato che la famiglia Hartono vanta un patrimonio complessivo di oltre 50 miliardi di dollari che fa del Como il quarto club più ricco d’Europa).

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Inter, dal caso Fabregas alle strategie di mercato

Già proprio l’uomo che aveva stoppato sul nascere il corteggiamento dell’Inter proprio a Fabregas (Ausilio era volato a Londra per parlargli) che un anno fa era la prima scelta per raccogliere l’eredità di Simone Inzaghi. Poi il club ha ripiegato sull’allenatore “made in Inter”, vale a dire Chivu, e ha centrato scudetto e Coppa Italia. Perché sul mercato, anche quello che potrebbe essere inizialmente un piano B, può dare risultati straordinari. E l’Inter - che costruì le fondamenta del Triplete con gli arrivi di Lucio e Sneijder al posto di Carvalho e Deco, i giocatori chiesti da Mourinho - ha mantenuto altissima la competitività nonostante nessuno tra i var Bremer, Dybala, Koné e Lookman sia arrivato. Ma d’altronde probabilmente oggi il Genoa Thiago Motta e Milito, anziché a Moratti, li venderebbe a un Arsenal, il che è un problema che non riguarda solo l’Inter, ma tutte le grandi (o presunte tali) del nostro calcio.

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«So che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono. Una cosa la so sicuramente: Nico Paz non giocherà nell’Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l’anno prossimo». L’anatema Cesc Fabregas lo aveva lanciato a fine maggio: è stato di parola. Con una vera e propria prova di forza, il Como ha deciso di acquistare l’argentino, facendo valere la prelazione che gli aveva concesso il Real Madrid che otterrà quello che aveva chiesto: il cartellino è stato valutato 60 milioni (pagabili in 4 annualità), con annessa nuova recompra a 80 milioni che varrà nell’estate 2027 e una importante percentuale sulla rivendita.

Mercato Inter, doppia beffa

Dopo il golpe del Chelsea su Palestra, l’Inter ha dovuto digerire un altro boccone amarissimo. Vero è che i nerazzurri strategicamente si erano tenuti fuori dai giochi per Paz, ma - alla luce dei rapporti tra Marotta e Florentino Perez, del corteggiamento del vicepresidente Zanetti sul ragazzo grazie all’amicizia con papà Pablo (quello che più ha fatto arrabbiare Fabregas), degli apprezzamenti di Chivu e dei dirigenti verso l’argentino - tutto faceva pensare che i campioni d’Italia avrebbero risposto al mancato acquisto di Palestra con quel botto atteso pure da tutti i tifosi.

Invece così non è stato e, quanto accaduto, dimostra come sia cambiato il mercato rispetto a un tempo: l’Atalanta non si è fatta scrupoli nel vendere Palestra al Chelsea sbattendo un portone in faccia agli amici (?) dell’Inter; mentre il Como ha messo a segno un colpo che ha ricordato la grandeur morattiana, forte del carisma di Fabregas e delle sterminate risorse della proprietà indonesiana che nella prossima stagione potrà garantire la vetrina della Champions League alle tante stelline presenti in squadra.

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