Lucumì preferito, la Juve le prova tutte. Muharemovic, la chiave può essere Ekhator: le ultime

Il club bianconero ha deciso di prendersi il tempo necessario per valutare sul tavolo ogni singola combinazione possibile prima di appaltare il restyling del reparto difensivo

Lorenzo AprileLorenzo Aprile

Pubblicato il 12.07.2026, 12:23 (Aggiornato il 12.07.2026, 12:39)

5 min

I confronti sono all’ordine del giorno e raccontano di una Juve decisa a prendersi tutto il tempo necessario per valutare sul tavolo ogni singola combinazione possibile prima di appaltare il restyling del reparto difensivo. Anche perché ci sarà da fare chiarezza - anzitutto - sul fronte delle cessioni. E cioè individuando chi, oltre ai vari esuberi (Gatti e Cabal) sarà chiamato a far spazio ai nuovi arrivati. E l’indiziato numero uno, in questo senso, resta Lloyd Kelly. Il centrale inglese ha mercato in Premier League e - sulla carta - potrebbe portare nelle casse del club un gruzzoletto sufficiente per sostituirlo con un profilo più strutturato e affidabile. Specie in fase di costruzione, dove Kelly, al netto di qualche picco sporadico, ha fatto infuriare più e più volte Lucio nel corso della stagione. Qualora il centrale inglese dovesse partire, il primo nome della lista di Carnevali continua a coincidere con quello di Jhon Lucumi. Per distacco, il profilo preferito da Luciano Spalletti.

Guai, infatti, a illudersi che quella scaramuccia tra i due dell’ultima sfida con il Bologna - con tanto di gesti provocatori inscenati dal colombiano nei confronti di Chico - possa essere rimasta sullo stomaco al tecnico bianconero. Della serie: “Quel che succede in campo, resta in campo”. E ne abbiamo avuto prova nei giorni scorsi, quando pochi istanti prima della sfida tra Colombia e Portogallo, Lucumi ha voluto abbracciare proprio Conceiçao. Ma è inevitabile che le preferenze di Spalletti debbano quagliare con le disponibilità del club bianconero. Vale per tutti i reparti, difesa comprese. E da qualche parte, vuoi o non vuoi, ci sarà da scendere a compromessi. Specie qualora il Bologna non dovesse inscenare - da qui alla fine del mercato - alcun passo in avanti nei confronti della dirigenza bianconera.