All’hotel Öschberghof di Donaueschingen, campo base del ritiro estivo nerazzurro, oggi è atteso il ds Piero Ausilio dopo che ieri è arrivato il suo braccio destro, Dario Baccin. Sarà occasione per fare il punto sul mercato con Cristian Chivu che (comprensibilmente) attende un’importante accelerazione considerato che - al momento - dei big partenti è stato rimpiazzato il solo Sommer (con Provedel). All’appello mancano l’erede di Dumfries e i due difensori centrali che andranno a sostituire Acerbi e De Vrij, tutti usciti di scena dopo la scadenza del contratto che li legava all’Inter.
Palestra è sfumato, per Solet nulla da fare e Jones è in alto mare
Un’Inter che è ancora un cantiere a cielo aperto nonostante un mese fa gli obiettivi fossero stati messi a fuoco per bene dall’allenatore che - nelle riunioni con i dirigenti - aveva indicato alla voce rinforzi tre nomi, quelli di Palestra, Solet e Jones. L’arrivo dell’esterno era pietra angolare del progetto e a Chivu erano state fornite ampie garanzie sulla buona riuscita dell’operazione, data addirittura per chiusa prima che l’entrata in scena del Chelsea (e il presunto tradimento dell’agente del giocatore) scompaginassero le carte. A complicare il quadro pure una buona dose di sfortuna: l'allenatore aveva trovato una sintesi con i dirigenti sul profilo di Khalaili ma il mancato ottenimento dell’idoneità per giocare in Italia ha vanificato l’operazione. Solet, altro giocatore chiesto da Chivu, invece, è stato sedotto e abbandonato un po’ per la rigidità dell’Udinese, soprattutto per alcuni dubbi legati al giocatore, mentre Jones resta un puntino lontano all’orizzonte. Il fatto che l’interessato abbia pubblicamente comunicato il rifiuto al Nottingham fa da contraltare alle parole di Iraola («Lo vogliamo tenere con noi, per me è un top player. Spero resti quest’anno e per molti anni»): di certo difficilmente il Liverpool lo lascerà andare per meno di 40 milioni tra fisso e bonus.
Pavard è tornato: tocca a Chivu valutarlo
A giudicare dalla bonaccia seguita al mancato tesseramento di Khalaili è facile pensare che Chivu e i dirigenti debbano ora capire dove muovere i soldi da investire (tesoretto che è rimasto tale, in assenza di uscite): perché - circoscrivendo i ragionamenti all’esterno - l’operazione Spence ha costi simili a quelli di Palestra ma i benefici potrebbero non essere gli stessi e, allo stesso modo, volendo puntare su un talento in prospettiva e quindi una scommessa (Givairo Read) è dato per certo che il Feyenoord chiederà più soldi rispetto a quanto fatto dall’Union Saint-Gilloise per Khalaili. Di difensori centrali ne servirebbero due e anche in questo caso andranno messi a fuoco gli obiettivi con relativi costi.
Di certo c’è stato il reintegro di Pavard che è regolarmente partito in ritiro con la squadra: un anno fa l’addio si portò dietro anche parecchie tensioni con parte del gruppo squadra ma - va detto - pure Calhanoglu sembrava ormai fuori dall’Inter invece è stato riaccolto da capitan Lautaro in nome del gruppo. Toccherà a Chivu capire se Pavard può essere ancora funzionale all’Inter. Valutazione che, come spiegato, va al di là delle qualità del francese in campo. Qualora l’allenatore decidesse di tenerlo, servirebbe un solo centrale e questo, per il principio dei vasi comunicanti, avrebbe effetto sul budget per le altre operazioni. Va infine sottolineato che - a livello numerico - con Stankovic e Massolin l’Inter sarebbe coperta pure in mezzo al campo: ma non ditelo a Chivu, che si ritroverebbe con un’Inter più debole rispetto a quella di un anno fa...
