TORINO - Fuori Openda, dentro Kolo Muani. A un anno di distanza da quel cortocircuito tecnico-progettuale che ha limitato - e non poco - il potenziale offensivo bianconero, la Juve si prepara a riaccendere la luce. Merito dell’opera di Giovanni Carnevali, ben conscio una volta salito in cattedra di quali fossero le priorità più stringenti. A cominciare proprio dalla ricerca della prima punta e di una piazza disposta a rilevare uno dei tanti esuberi della rosa. I fili? Mai così logori e ingarbugliati in virtù della negligenza del precedente ad, convintissimo che - alla fine - sarebbe uscito vincitore dal braccio di ferro con il Psg per Kolo, prelevandolo alle sue condizioni. E cioè sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto.
Nuovo rapporto Juve-Psg
Da lì la rottura con i parigini, a tre giorni dalla chiusura del mercato, la virata su Openda e il contemporaneo gesto “disperato” del Psg, che ha girato il francese al Tottenham con la medesima formula che bramava lo stesso Comolli. L’anatomia di un disastro. E Carnevali e ripartito proprio da lì, ricucendo con pazienza i rapporti tra i due club, forte dell’amicizia con il ds Campos. Prima, il vertice con la delegazione parigina sulla Riviera Romagnola. Poi le videocall. Pratica all’ordine del giorno da almeno tre settimane, volta a mettere un punto definitivo alla trattativa più lunga, contorta e logorante della recente storia bianconera.
